Guardiamo mai al futuro?

Guardiamo mai al futuro?

Futuro; se pensiamo mai al futuro? Credo - anzi sono sicuro - che la risposta sia retorica: sì.
Irrimediabilmente sì.

Anche se forse non ce ne rendiamo conto, ogni giorno, in ogni momento della nostra giornata, realizziamo qualcosa che riguarda il nostro futuro. Quando decidiamo cosa mangiare per cena, o come raggiungere l’università o il posto di lavoro, pensiamo già al futuro. Tuttavia, come facciamo a guardare ancora più in là, a pensare alla realizzazione di un progetto a lungo termine o di un sogno, fissandoci un obiettivo da inseguire per la vita?

Quando iniziamo un nuovo percorso, partiamo sempre da un’idea. L’idea di voler dare qualcosa al mondo, l’idea di “ fare “ qualcosa. Questo ci porta a scegliere un percorso di studi da frequentare, un posto di lavoro da ricercare, un progetto da realizzare.
Un’idea però nel tempo può rimanere salda, come può mutare, cambiare, trasformarsi. Se siamo mossi da una passione irresistibile di diventare dottori, allora noi stiamo pensando al nostro futuro. Se ci alziamo la mattina e non pensiamo ad altro che scrivere, allora siamo degli scrittori. Se prima di andare a dormire vogliamo solo disegnare, allora siamo degli artisti. Stiamo sempre pensando al nostro futuro.

Crearsi un obiettivo, del resto, sintetizza una nostra capacità nel realizzare qualcosa. Se ci creiamo un obiettivo, è la nostra missione, è il nostro futuro.

Ci sono moltissimi modi per raggiungere un obiettivo - lavorare, creare, inventare - e quando frequentiamo un’università, intravediamo una fine al nostro percorso, che si può concretizzare come un’idea per il nostro domani. Ognuno di noi ha un sogno e per realizzare quel sogno bisogna lavorare duro, che sia a casa, in palestra o sui libri.
Noi esseri umani, in pochi passi concretizziamo il futuro. Quando camminiamo, infatti, lasciamo fisicamente indietro il passato, per avanzare verso il nostro futuro. Non è così anche per un progetto?
È quasi logico pensare che il nostro cervello, si sia evoluto grazie ad un immaginario del futuro. Abbiamo concretizzato la paura del “dopo”, le abbiamo dato forma e ci siamo creati un progetto di cambiamento.

Pensare al futuro non è solo farsi un piano, ma inseguire un sogno fino a quando non lo si realizza, realizzare un progetto che fino a quel momento era rimasto un sogno.
Ne siamo capaci?
Sono sicuro di si.

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