Miti e superstizioni nelle Università

Miti e superstizioni nelle Università

Chi non hai mai avuto il coraggio di salire sulla Torre di Pisa o sulla Torre degli Asinelli, per paura di “mettere a repentaglio” la propria laurea?
Da Nord al Sud, ad ogni ateneo d’Italia la sua tradizione: miti, superstizioni e leggende metropolitane. Quali sono le più famose?

Alla Statale di Milano mai guardare la statua di Minerva negli occhi: porta una sfortuna tremenda. E’ vietato anche saltare la siepe che separa il giardino centrale dal porticato, a meno che non si tratti del giorno della propria laurea, ovviamente dopo la proclamazione.
Alla Bocconi attraversare la porta centrale, in mezzo alle statue dei leoni, è assolutamente un tabù.
Alla Cattolica stesso discorso se si cammina tra le colonne del primo piano o se si attraversa il giardino del chiostro.

Come a Milano, alla Sapienza di Roma guardare la statua di Minerva negli occhi mette seriamente a repentaglio il raggiungimento della propria laurea.

Vietatissimo per gli studenti dell’Università di Bologna salire sulla Torre degli Asinelli o, ancora peggio, attraversare in diagonale Piazza Maggiore. Gli studenti della facoltà di Ingegneria hanno l’ulteriore divieto di leggere per intero la frase che si trova sul muro dell’entrata della facoltà.

Padova è forse la più ricca di superstizioni studentesche. E’ innanzitutto proibita la visita alla cappella degli Scrovegni, uno dei più grandi capolavori dell’arte occidentale.
La leggenda più accreditata, invece, sconsiglia fortemente la frequentazione dello storico locale del centro “Pedrocchi”: si dice che nel 1848 uno studente fu ferito da un proiettile proprio nella sala bianca che conserva ancora il foro del proiettile austro-ungarico.
Un’altra superstizione vuole che gli studenti, per riuscire a laurearsi, osservino bene l’orologio astronomico in piazza dei Signori, per riuscire a individuare la “bilancia” nascosta (unico segno zodiacale non presente).
Infine assolutamente mai saltare la catena dell'ingresso centrale del Palazzo del Bo. Si può (o meglio si deve!) scavalcare solamente dopo la proclamazione di laurea.

A Napoli, mai andare a vedere la bellissima scultura del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino prima di un esame! Il rischio di presentarsi al prossimo appello è estremamente elevato.

A Pavia, quando si percorre il cortile interno dell'Università, bisogna necessariamente percorrere tutto il portico per andare da un'estremità all'altra: “tagliare al centro” rischia di compromettere la propria laurea.

Anche a Ferrara attraversare un chiostro passando per il cortile e non passando sotto le colonne vuol dire che non si conseguirà mai la laurea. E’ inoltre vietatissimo visitare il Castello Estense, o anche solamente entrare nel rispettivo cortile.

Oltre alla Torre degli Asinelli, molte altre torri nel territorio italiano sono un tabù per gli studenti: a Torino non è permesso salire sulla Mole Antonelliana, mentre a Pisa salire sulla omonima torre.

A Siena gli archi di Piazza del Campo non sono tutti uguali: ce n'è uno infatti sotto il quale agli studenti è vietatissimo passare!

Agli studenti dell’Università di Pescara e Chieti è assolutamente proibito visitare la casa natale di Gabriele d’Annunzio, pena la rinuncia alla laurea.

A Perugia la leggenda universitaria vuole che i suoi studenti si tengano fuori dalla portata di “Sandri” (la più antica e famosa pasticceria della città) se desiderano laurearsi.

Conoscete altri miti o tabù? Raccontateceli nei commenti!

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