Nuovo anno, nuova sessione: Buon Esame!

Nuovo anno, nuova sessione: Buon Esame!

Buon anno Whiris!

Qualcuno di voi avrà passato le feste a studiare, magari senza troppa convinzione.
Sta di fatto che la sessione d'esami di gennaio e febbraio si fa sentire.
E adesso?

Adesso panico.
Funziona così per tutti, anche per quelli che hanno studiato.
Anzi, quando si è studiato si ha il timore di non averlo fatto nel modo corretto. Quindi la paura di dire fesserie in sede d'esame è così alta da farci stritolare le pagine degli appunti, mangiare le ultime pellicine rimaste e non dormire la notte.

Jack sparrow che urla

È in questi momenti che lo studente inizia a mettere in pratica qualsiasi scaramanzia imparata dalla nonna.
Le pseudoscienze e le leggi esoteriche diventano le sue migliori alleate, tanto da poter rubare ad Albus Silente l'Ordine di Merlino di Prima Classe.

Albus Silente confuso

Va bene, torniamo (quasi) seri e parliamo di come augurare tutto il bene del creato al povero studente che affronterà gli esami.

I primi anni, quando frequentavo Lingue e culture moderne a Parma, ero solita fare l'in bocca al lupo.
Mi veniva spontaneo, e avevo imparato che tra quello e "in culo alla balena" decisamente preferivo finire in pasto a un lupo nel caso qualcosa fosse andato storto.
All'in bocca al lupo, poi, c'era chi rispondeva "crepi" e chi come me "grazie".

Quale sia la giusta versione dipende davvero dai punti di vista, e da Quattrocchi lo so bene, fidatevi.
Chi risponde "crepi" è convinto lo si dica per fare morire un lupo affamato e cattivo per avere salva la vita.
Chi dice "grazie" fa riferimento a una mamma lupa che prende i cuccioli per la collottola per portarli al sicuro.

Loki confuso

Tutta questa insicurezza non poteva portare a nulla di buono.
E in effetti la mia esperienza a Parma si è conclusa al secondo anno, mi sono iscritta a Storia e civiltà orientali a Bologna e ho dovuto ricominciare da capo senza poter commutare nessun esame.

Nonostante possa sembrare mi sia tirata la zappa sui piedi da sola, gli anni bolognesi mi hanno portato tante splendide cose. Tra le quali il buon esame.

Il buon esame è l'augurio definitivo.
Quello che porta fortuna a tutti!
Ecco come funziona: tu saluti, con un bel sorriso stampato in faccia, e con entusiasmo dici "buon esame!".
L'altra persona potrà scegliere tra tre risposte in base a quanto si sente preparata: "che si passi", "che si passi con lode" oppure "lode!".
Questo ci libera dal dramma di avere dato la risposta sbagliata, perché funzionano tutte, e in più ci dà già l'idea di quanto siano preparati i nostri colleghi.
Una cosa da non sottovalutare nel caso abbiate bisogno di un ripasso prima di entrare a farvi torchiare.

Quindi, whiris, al mio segnale scatenate l'inferno nei commenti:

BUON ESAME!

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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