Tirocinio curriculare: sì o no?

Tirocinio curriculare: sì o no?

La scorsa settimana ho aperto il vaso di Pandora del cv universitario.
E tra i crediti formativi compare proprio lui, il tirocinio curriculare.

Cos'è?
Mi serve?
Dove lo faccio?
E se poi me ne pento?

Queste sono solo una piccola parte delle domande che ogni studente si pone, e molto spesso l'unica cosa che importa è riuscire a scegliere tra sì o no.

Yes No

La domanda del sì e del no non è semplice come sembra.
Quindi ho pensato di mettere giù i pro e i contro del tirocinio curriculare secondo il mio punto di vista.
E se volete condividere la vostra esperienza o chiarire i vostri dubbi, lasciate un commento a questo articolo.

Ora iniziamo.

Il tirocinio curriculare per fare esperienza

Pro: l'esperienza.

Alle aziende fa sempre piacere vedere che oltre allo studio, vi siete dedicati alla pratica.
Quindi non sottovalutate il dove andrete a fare il tirocinio, perché il rischio è proprio quello di remarvi contro.

Contro: prendere la prima cosa che capita.

Ho visto molti miei compagni di corso scegliere il tirocinio per fare i bibliotecari presso la facoltà. Nessuno di loro voleva fare quel mestiere, molti ci hanno visto l'opportunità di prendere qualche cfu studiando "di nascosto" alla scrivania.

Questa scelta potrà essere d'aiuto nel breve termine, ma perché dovreste darvi la zappa sui piedi da soli?
Oddio, magari è il vostro particolare metodo per diventare ricchi e belli belli in modo assurdo in pochi minuti.
Nel caso funzioni, fate un fischio!

Prendere la prima cosa che capita

Trovare il proprio percorso

Pro: specializzarsi

Alla triennale buttiamo giù le basi per i nostri studi futuri e sapere in cosa specializzarsi non sarebbe mica male.
Svolgere un tirocinio aiuta molto a scegliere che percorso intraprendere: in quel periodo verrete affiancati a un tutor che vi insegnerà la parte pratica di quello che studiate.
Avrete l'opportunità di conoscere gli altri ruoli aziendali e di confrontarvi con i colleghi, scoprire dove si sono laureati e quali corsi hanno fatto per arrivare dove sono oggi.

E si prosegue con i pro: match.

Conoscete Tinder? Questo social si basa sul creare abbinamenti tra due persone.
In azienda funziona più o meno allo stesso modo.
Se piacete e loro piacciono a voi, allora scatta il match.

Entrare in un'azienda, anche se per poco, significa mettersi in fila per un lavoro futuro.
Se il periodo di tirocinio è filato liscio, avrete molte più possibilità di superare un colloquio successivo rispetto a profili nuovi.

Questo risulta molto importante per chi non è interessato a proseguire negli studi.
Dopo la triennale si può decidere di fare un periodo all'estero o di iniziare un corso di specializzazione proprio a favore di un ruolo in azienda.

Come si sceglie dove fare il tirocinio?

Fare la scelta giusta

A questo punto c'è da affrontare lo scoglio più grande: come si sceglie dove fare il tirocinio?

Pro: le università hanno un archivio di aziende ed enti che offrono tirocini.
Contro: l'archivio non ha niente che mi interessi.

Qualcuno può avere la fortuna di trovare il tirocinio della vita nell'archivio universitario.
Se però non dovesse essere così, nulla vi vieta di fare tirocinio presso altre aziende o enti.

Non preoccupatevi di sembrare sfacciati: stiamo parlando di futuro, del vostro futuro.
E poi vi proponete per lavorare gratis: come si permettono di dirvi di no?

Ci sono alternative al tirocinio curriculare?

Contro: il tirocinio curriculare serve per laurearsi.

Inserire il tirocinio nel cv universitario significa metterlo al pari degli altri esami.
Dovrete portarlo a termine prima di laurearvi e consegnare tutte le scartoffie che attestino il vostro periodo di tirocinio.

Piangere

Il tirocinio curriculare, però, non deve per forza essere inserito nel cv universitario.
Viene chiamato curriculare perché è sempre più comune vederlo comparire nei piani formativi, ma non è obbligatorio svolgerlo tramite l'università.
Perché si tratti di tirocinio curriculare basta essere studenti.

Grazie a questo escamotage ho svolto il mio tirocinio a Flashgiovani.it, giornale online del comune di Bologna.
Volevo entrare in una redazione da sempre, e poterlo fare mi ha avvicinata allo studio della comunicazione online.

A questo punto tocca a voi: cosa ne pensate del tirocinio?
Com'è stata la vostra esperienza?
Commentate qui sotto!

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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