Tesi all'estero

Tesi all'estero

Il viaggio all'estero fa curriculum, se poi è unito alla ricerca, vi rende ancora più interessanti.

Erasmus e Overseas sono le due possibilità che vi permettono di sostenere degli esami all'estero. Oltre a imparare la lingua, conoscere nuove persone e visitare luoghi mai visti.
Molto allettante, soprattutto quando si riesce a partire con la borsa di studio.

A questi programmi può essere unito quello per la tesi all'estero: ne avete mai sentito parlare?
Se la risposta è no, siete nel posto giusto.

Yeah!

E dopo il via libera di Alec Boldwind, direi che possiamo iniziare.

In cosa consiste il programma di tesi all'estero?

Mappamondo

Il programma di tesi all'estero prevede un soggiorno di almeno due mesi.

Per poter partecipare, siete tenuti a trovare un ente o una scuola che faccia le veci della vostra università nel Paese in cui andrete: in pratica che vi tenga d'occhio.
Così che non siate lasciati allo sbando, e in caso di necessità abbiate un punto di riferimento.

Durante la permanenza dovrete fare ricerca, raccogliere materiale per poter produrre la tesi di laurea.
Per questo, prima di pensare al progetto sono necessarie due cose:

  • avere un relatore;
  • definire l'argomento della tesi.

Senza questi due punti non potrete muovervi da casa.
Anche perché l'università vuole sapere come mai vi serve andare all'estero per fare ricerca. E il relatore sarà il vostro garante, oltre al fatto che in alcune università è lui a chiedere la borsa di studio per vostro conto.

Chi può fare la tesi all'estero?

I laureandi, in genere sia triennali sia magistrali.
Per esserne sicuri, andate sulla pagina del vostro dipartimento e scaricate il bando.

Qui di seguito lascio i link alle pagine di alcune università:

Tesi all'estero: la mia esperienza

Tokyo

Come avrete visto dalle pagine linkate, le università non seguono sempre le stesse regole.
Per alcune sono ancora attivi i bandi per l'anno accademico 2018/2019, mentre in altre non risultano disponibili.

Quindi vi invito a commentare o a scrivere a Whiri Whiri per condividere la vostra esperienza.
Io provvedo subito!

Mi sono laureata a Bologna con una tesi sull'arte buddhista giapponese.
Quindi la mia meta era Tokyo.

Tokyo in piena estate

Sono andata in piena estate, nel periodo più caldo e allo stesso tempo più ricco di matsuri (i festival religiosi giapponesi).
Un'esperienza meravigliosa che ho potuto vivere grazie al programma dell'università.

Troppo romantica?
Meglio parlare della documentazione necessaria, divisa in andata e ritorno.

  • Andata
    • Testo di presentazione: qui ho spiegato il mio progetto di tesi, ho elencato alcuni luoghi che avrei visitato per raccogliere materiale e aggiunto due righe relative all'ente che mi avrebbe ospitata come studentessa. Con tanto di indirizzo di domicilio;
    • Lettera da parte della relatrice con la richiesta della borsa di studio (avrei voluto abbracciarla: ha chiesto più del solito e lo ha ottenuto).
  • Ritorno
    • Resoconto della permanenza: un testo più sintetico del precedente in cui dichiaravo di avere portato a termine la ricerca, oltre ad avere visitato i luoghi citati in precedenza;
    • Attestato di frequenza presso l'ente nominato;
    • Lettera della relatrice che confermava quanto da me detto.

Il materiale del ritorno era necessario consegnarlo entro un mese dal rientro. Se non ci fossi riuscita, sarei stata obbligata a restituire l'intera cifra della borsa di studio.
Provate a indovinare quando ho consegnato tutto…

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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