Fare i bagagli su due piedi

Fare i bagagli su due piedi

In questo periodo sto affrontando delle decisioni importanti.
Sto per trasferirmi a Milano ed è successo tutto molto in fretta.
Con le opportunità succede: sono volatili, arrivano come fulmini a ciel sereno e sbam!
Accetti o rifiuti e vai avanti?

Ecco, ho pensato che magari da tutto questo potevo ricavarne qualcosa da condividere.
Ossia: fare i bagagli su due piedi, istruzioni per una partenza immediata.

E se pensate possa valere solo per le proposte di lavoro, vi farò ricredere.
Per il programma di tesi all'estero ho avuto risposta un mese e mezzo prima.
Sembra tanto, ma non se devi pensare alla casa, ai documenti, ai voli da prenotare e via dicendo.

O ancora: avete fatto un test per entrare in un'Università a numero chiuso, lontana da casa, e non ce l'avete fatta per un soffio.
Poi però vi chiamano, perché qualcuno ha rinunciato all'ultimo.
Che fate? Non andate?
Certo che andate, ma per farlo dovete tenere a mente la scritta a caratteri cubitali presenti sulla Guida galattica per gli autostoppisti: NIENTE PANICO.

Una volta che vi sarete ripetuti questa frase fino a che non avrà più un senso, sarete pronti per procedere.

1. Dividere il problema in "quesiti"

Questo l'ho imparato nel cercare di risolvere i problemi di geometria analitica: erano tutti suddivisi in quesiti concatenati tra loro.
Risolto il primo si poteva procedere con il secondo.

Non sono mai andata bene in geometria analitica, ma il senso logico di questi esercizi mi è sempre piaciuto.

Il trasferimento in una nuova città è un problema difficile da affrontare tutto insieme, in un colpo unico.
Quindi prendete un bel foglio bianco e procedete con la lista delle cose che vi servono per partire.

Per esempio:

  • alloggio;
  • vestiti;
  • documenti (nel caso di un viaggio all'estero);
  • assicurazione (vedi sopra);
  • etc…

Segnate tutto quello che vi viene in mente, poi raffinate la lista seguendo il punto due.

2. Quello che serve e che viene in mente solo dopo

È un po' come ricordarsi i nomi dei 7 nani o quello dei pianeti del sistema solare: ce n'è sempre uno che finisce nel dimenticatoio.

Quindi prima di trovarsi a chilometri di distanza da casa senza "quella cosa fondamentale", meglio fare una lista di 5 cose che utilizzate per ogni stanza della casa.

Sì, avete capito bene.
Entrate in cucina, poi in salotto, in camera e in bagno.
In ognuna di queste stanze elencate 5 cose che usate tutti i giorni.

In alcune stanze saranno di più, ma in nessuna saranno meno.

Per esempio in bagno uso sempre:

  • sapone liquido (per mani e intimo, quindi sono già due);
  • spazzolino;
  • dentifricio;
  • asciugamani;
  • accappatoio o telo.

Appena ho scritto accappatoio mi sono ricordata di:

  • shampoo;
  • olio per capelli;
  • crema viso;
  • rasoio…

Insomma, il gioco della associazioni funziona benissimo quando si tratta di fare la valigia.

3. Dare priorità per riuscire a fare tutto

Avete una marea di liste a portata di mano, ma da quale partire?
Dare una priorità alle cose è utile per arrivare in fondo a tutto senza scordarsi nulla.

Di solito parto dalla lista che necessita dell'aiuto di altre persone, come la ricerca dell'alloggio o la richiesta del visto studentesco.
Per queste cose è richiesto del tempo, quindi è meglio mettersi subito in moto per non arrivare all'ultimo.

Nei giorni di attesa potrete darvi da fare con tutte le altre liste programmate, così che vi sembrerà di "attendere inutilmente".
L'attesa uccide, sul serio. E prima di uccidere mette panico, e tra le premesse c'era di stare lontani dal panico.
Ne va della vostra salute e delle persone che vi circondano.

Pensate ai vostri genitori: loro saranno già in panico, se lo sarete anche voi la vostra partenza sarà orribile.
E vi scorderete qualcosa, come il pigiama.

Ma come ho fatto a scordarmi il pigiama?

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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