Dall'amore per la scrittura, a Giurisprudenza e al lavoro come Executive Assistant

Dall'amore per la scrittura, a Giurisprudenza e al lavoro come Executive Assistant

Buongiorno whiris!

Torna l'appuntamento con le whiri-interviste, che vi aspettano il primo giovedì del mese.
Quindi niente pesci d'aprile… almeno non sulle pagine di questo blog!

Oggi farete la conoscenza di Giulia, che nello scegliere la direzione da prendere ha fatto i conti con la passione per la scrittura.

L'avrà seguita oppure no?
Preparatevi a un percorso in salita carico di soddisfazioni!

Com'è stato scegliere che Università fare? Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

Idee chiare

In quarta liceo avevo le idee chiare, chiarissime.
Aspettavo la facoltà di Lettere come si aspetta l'autobus alle sette di una mattina di gennaio a una fermata senza pensilina, in trepidante attesa di un'oasi di calore.
Quindi ovviamente alla fine ho scelto Giurisprudenza.

Che sia stata l'attesa al freddo, le proposte sedicenti di un passaggio verso un futuro meno incerto o un misterioso acclimatamento alle temperature polari a farmi cambiare idea a un minuto e mezzo dall'arrivo dell'agognato autobus, questo non saprei.

Suppongo di aver capito che la gioia che provavo scrivendo non era quella che provavo studiando letteratura, e che quell'autobus per me sarebbe stato sempre troppo affollato.
Il fatto che Giurisprudenza sia una delle facoltà più affollate del nostro secolo è un dettaglio.

Semplicemente, sapevo che avrei trovato il posto adatto a me.

Non sempre le passioni diventano quello che poi faremo per vivere. A volte, però, capita di guardarsi indietro e di pentirsi di avere relegato a hobby qualcosa che forse ci avrebbe potuto dare molto di più. Ci sono stati momenti in cui hai dubitato della tua scelta?

Maratoneti

Nessun dubbio.

Qualche giornata - parecchie - con la sensazione di avere la faccia spiaccicata contro il finestrino della dannata corriera che avevo preso al posto dell'autobus di cui sopra, quello sì.

Sconfiggiamo questa credenza secondo cui o si studia con il sorriso sulle labbra oppure non si tratta del percorso adatto a noi: non si vedono parecchi maratoneti freschi come rose, a una decina di km dal traguardo.
Ma vogliamo parlare della soddisfazione all'arrivo?

Giurisprudenza è una delle poche facoltà a ciclo unico. Come tale presenta anche un percorso già di per sé definito, sei comunque riuscita a personalizzare il tuo curriculum? A specializzarti in un ambito specifico?

Non ho avuto granché modo di personalizzare il mio percorso di studi.
Quattro esami a scelta nell'arco di cinque anni, da soli sei crediti ciascuno oltretutto: sono l'equivalente del mezzo cucchiaino di miele a tazza di tè su consiglio della dietologa.

In ogni caso ho scelto di sfruttare il mio mezzo cucchiaino di dolcezza per approfondire materie che mi interessavano a prescindere da una specializzazione specifica.
Spaziando dal Diritto penale costituzionale al Diritto industriale, che si è rivelato il mio rampino di accesso al mondo del lavoro.

Uno dei motivi per cui spaventa tanto entrare in una facoltà a ciclo unico - oltre al fatto che non c'è una tappa intermedia - è quello che viene dopo.
L'idea è che il lavoro sia già prestabilito, che non si abbia così tanto spazio di manovra.
A te com'è andata? Sei diventata avvocata?

Legge

Dai finestrini della corriera su cui si viaggia capita spesso di curiosare tra gli altri veicoli in corsa.
C'è chi ammira con occhi languidi la scintillante berlina con interni in pelle, e chi la city car piccola e maneggevole.
Ho capito che l'avvocatura non faceva per me ben prima di laurearmi.

Credo che a volte sia necessario fermarsi a riflettere su quale stile di vita si voglia avere, piuttosto che a quale descrizione si voglia esibire sul biglietto da visita.
Nel mio caso, la Job function "avvocata", per quanto prestigiosa, non si conciliava affatto con i miei progetti per il futuro.

Quindi che lavoro fai? In cosa consiste?

Executive Assistant

Sono Executive Assistant presso una piccola impresa con respiro globale, in supporto alla direzione aziendale.

Mi occupo di contrattualistica, amministrazione, documenti societari, brevetti e relazioni con Istituzioni, enti e professionisti anche a livello internazionale.
Una ricetta abbastanza complessa, aromatizzata all'evenienza da una spolverata di supporto marketing.

Per fare quello che faccio probabilmente avrei dovuto laurearmi in almeno cinque facoltà diverse: a volte è sfidante, ma crescere professionalmente in maniera orizzontale regala preziose soddisfazioni.

Quindi se avessi l'opportunità di tornare indietro cosa studieresti?

Tornare indietro nel tempo

Se tornassi indietro?
Studierei ancora Giurisprudenza e sceglierei ancora questo percorso.

I miei studi sono stati la base di competenze che mi ha consentito di convertire un ruolo che altrimenti avrebbe rischiato di qualificarsi come meramente "accessorio" (non a caso questa è una funzione troppo spesso assimilata alla segreteria) in operativo e - almeno spero! - rilevante.

Sento di stare ancora imparando il mio mestiere, e vista l'ampiezza dei temi con cui mi approccio forse mi sentirò così ancora per parecchi anni.

La cosa mi destabilizza? A volte.
Ma non è forse proprio così che dovrebbe essere, il famoso "continuous improvement" che comincia a diventare inflazionato anche sui curriculum?
Continuare a imparare, continuare a migliorarmi, fare sempre meglio.

E chi ci pensa più, agli autobus e alle corriere!

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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