La classifica Censis 2019/2020 delle università italiane

La classifica Censis 2019/2020 delle università italiane

Qualche giorno fa sono uscite le classifiche Censis delle migliori università italiane statali e non per l’anno 2019/2020. Ogni ateneo è stato giudicato nei seguenti settori: borse, comunicazione e servizi digitali, internazionalizzazione, servizi, strutture e occupabilità – con una classifica specifica per ognuno di questi.

Nota: allegata alla classifica c’è anche la metodologia che hanno utilizzato per valutare ogni singolo settore. Per esempio, con “servizi” si intendono i pasti erogati e gli alloggi, mentre per le “strutture” i numeri di posti a sedere nelle aule, nelle biblioteche e nei laboratori e l’adeguatezza dei locali. Altri fattori che contribuiscono al punteggio sono, per dirne alcuni, il numero di laureati occupati dopo un anno, i servizi digitali, la pressione della famiglia, la mobilità degli studenti, il tasso regolare di laureati o il numero di iscritti per dividere gli atenei in sotto-classifiche (mega, grandi, medi, piccoli e politecnici).

Piccoli.
Fra le piccole università – cioè quelle con meno di 10mila iscritti –, la migliore è Camerino, nelle Marche, con un punteggio di 93 su 100; seguono Foggia (82,2), Cassino (82) e l’Università della Basilicata (81,3). Tuttavia, Tuscia, Insubria e Reggio Calabria hanno avuto punteggi più alti nei singoli settori.

Medi.
Fra gli atenei medi – dai 10 ai 20mila iscritti –, quelli del Nord la fanno da padrone; in ordine: Trento, Siena, Trieste e Udine. Sassari è al quinto posto, e per trovare un altro ateneo del Sud bisogna aspettare la decima posizione, con l’Università del Salento.

Grandi.
Perugia, Calabria e Parma sono i primi tre atenei grandi – dai 20 ai 40mila iscritti –; seguono Pavia, Modena e Reggio (tutto insieme) e Salerno.

Mega.
I mega atenei sono quelli con più di 40mila iscritti, e da diversi anni al primo posto c’è sempre Bologna; tuttavia, i punteggi dei singoli settori fanno indietreggiare l’Università anche al quarto posto (come per esempio nelle borse), o addirittura al quinto (per i servizi). Dalla seconda alla terza posizione, invece, ci sono Padova, Firenze e La Sapienza di Roma.

Atenei non statali.
La Bocconi domina sulla Cattolica – entrambe di Milano –, e lo fa in tutti i settori (tranne che nei servizi).

Per quanto riguarda le aree didattiche, le varie lauree e gli iscritti, il Censis ha usato calcoli diversi (spiegati nella metodologia) che hanno dato punteggi diversi, e quindi classifiche decisamente nuove. Per fare solo alcuni esempi, la migliore università per lauree triennali di ambito letterario-umanistico risulta essere la Ca’ Foscari di Venezia, seguita da Perugia, Padova e Bologna, mentre in campo medico socio-sanitario ci sono Modena, Udine e la Bicocca, con Bologna sempre in quarta posizione. Negli atenei non-statali, invece, per gli stessi ambiti, al primo posto ci sono rispettivamente la Cattolica e Bolzano.

Ovviamente non avevo molto spazio, e non potevo snocciolare tutta la classifica posizione per posizione – sarebbe stata una noia mortale, no? –; tuttavia, se volete sbizzarrirvi e studiare ogni singola voce, ecco qua i link alla classifica generale e a quella didattica.

Buon divertimento; e buono studio.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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