WhiriWhiri intervistato a Quattrocchi

WhiriWhiri intervistato a Quattrocchi

D’estate mi piace leggere gialli, indagare, scoprire cose.
È lo stesso principio che mi porta a fare interviste: con l’estate divento ancora più curiosa e vado a caccia di succulente novità e intrighi.

E per questo agosto ho trovato le “prede” perfette: i Whiris, quelli che hanno dato il via a questa community.

Li abbiamo intervistati per Quattrocchi e qualche cosa interessante è già venuta fuori, ma davvero è tutto lì?
Alcuni di voi non ci sono cascati e ci hanno scritto chiedendo da dove nascesse il nome WhiriWhiri e in effetti è una delle cose che vogliamo svelarvi.
Quindi sedetevi comodi, se sotto l’ombrellone coi piedi sporchi di sabbia ancora meglio, e buona lettura!

Ciao Francesca, prima tutto grazie per intervistarci di nuovo, è sempre bello avere mente curiose sul nostro progetto.

Come mai avete deciso di dare il via al progetto WhiriWhiri?
WhiriWhiri è nato nel 2014, o meglio, l’idea che ci ha portato al progetto è nata in quel periodo.
Si sentiva una forte esigenza di una piattaforma che raggruppasse tutte le università nazionali, così da poter dare agli studenti recensioni e servizi relativi alle università, per chiarire dubbi e aiutarli a scegliere tra i percorsi per cui erano indecisi.

Quando abbiamo dato io via al progetto WhiriWhiri (ancora non con questo nome), eravamo in due, ci siamo guardati e ci siamo detti: "Ehi, ma se creassimo questo servizio?".

Il resto è venuto da sé.

Un sguardo, una domanda, un'idea.
Sembra facile, quasi una formula magica. Com'è in realtà?
L’idea della community non è saltata fuori immediatamente, ha avuto sicuramente un periodo di gestazione abbastanza lungo.
Questo perché le idee sono sempre state tante.

Abbiamo sempre avuto l'intenzione di dare forma a un servizio votato al sociale, ma una community unica che riguardasse tutti gli universitari si è andata a creare dopo una serie di passaggi.

WhiriWhiri è un progetto tecnico e creativo allo stesso tempo. Com’è stato il percorso che l’ha portato a raggiungere la forma che ha oggi?
Ci abbiamo messo tanta voglia, passione e determinazione.

Siamo stati nella fase "garage" per un sacco di tempo.

Questo ci ha permesso di conoscere meglio noi stessi e, soprattutto, di lavorare tanto al progetto attraverso molti lavori creativi, un processo che l’ha portato a quello che è oggi.

Parlateci dell’App: ha fatto parte del progetto sin dall'inizio? A chi è rivolta? Possono usarla anche gli ex studenti per arricchirla con la loro esperienza?
Al momento della sua nascita il servizio era pensato per una piattaforma Web Desktop, lanciare l’App era uno step secondario.
E in effetti è così che è andata.

Abbiamo lavorato prima alla versione Desktop e solo successivamente, quando abbiamo rinnovato il progetto, ci siamo lanciati sulla versione App.

L’App ovviamente è rivolta a tutti, dagli studenti delle superiori a quelli universitari.
Stiamo lavorando a nuove funzionalità per permettere agli studenti che hanno già concluso il percorso di rimanere all’interno del servizio, così che possano portare la loro esperienza, energia e conoscenza a tutti i nuovi studenti e aiutarli al meglio per il loro orientamento universitario.

Quali sono le migliorie che vi piacerebbe introdurre?
È sempre bello raccontare del nostro progetto, ma non vogliamo sbilanciarci troppo sull’argomento.

Sicuramente l'idea è quella di continuare a supportare la nostra particolare forma grafica.
È una cosa a cui teniamo molto e vogliamo rendere le funzionalità sempre più immersive e accattivanti per i nostri utenti.

Per quanto riguarda le funzionalità invece, toccherà a voi scoprirlo! Abbiamo alcune novità da farvi provare e non vediamo l'ora.

Ora, però, svelateci il mistero. Cosa significa WhiriWhiri? E come mai ha quel logo?
WhiriWhiri è una parola Maori che significa "scegliere".

Abbiamo lavorato tanto sul nome e su quel logo. Il nostro primo grafico ci ha detto: "Ehi, ma se facessimo qualcosa di carino e divertente?".
Ma a dirti la verità il nostro primo logo faceva un po' paura!
Poi per fortuna è arrivato Ciro, che con le sue modifiche lo ha reso così bello che sembra un chewingum azzurro!

La vostra non è solo una community online. Collaborate con le scuole e le università per portare avanti il progetto e renderlo sempre più sfruttabile. Quali sono state le iniziative più importanti? Ne avete altre in programma?
Abbiamo un sacco di iniziative in porto, una molto importante con l’Università di Ferrara.

Vogliamo realizzare importanti seminari su quanto sia importante fare impresa al giorno d’oggi e darsi all’innovazione.

Il mercato delle App è praticamente saturo, noi vogliamo che i futuri rilasci e le future applicazioni siano al giorno d’oggi sfruttabili al massimo e in questo siamo un punto di riferimento per gli utenti.

Scrivere per WhiriWhiri mi dà l’occasione di parlare della mia esperienza e di vedere come il mondo universitario e scolastico in generale muti in continuazione. Avete mai pensato di ampliare la redazione?
Certo è una cosa a cui pensiamo ogni giorno!
Quindi se in ascolto ci fossero blogger interessati o appassionati di scrittura, sarebbero i benvenuti!

Può dirsi una chiamata ufficiale?
Del tipo “Whiris a rapporto! Venite a raccontare la vostra università”?
Assolutamente!

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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