Aprire una libreria

Aprire una libreria

Seguire i propri sogni e le proprie inclinazioni è possibile? Sì, con un pizzico di fortuna, ma soprattutto con molta tenacia e con la giusta preparazione alle spalle.
Ce lo racconta oggi Nicoletta Maldini, fondatrice della Libreria Trame, una delle più attive a Bologna in fatto di presentazioni ed eventi culturali. Dall'apertura ad oggi, ecco la "trama" di Nicoletta…

Come hai scelto di aprire questa attività?

Sono arrivata a questa attività dopo altre tre librerie. Ho iniziato a lavorare in quest'ambito nel 1990, quando ho cominciato a lavorare per la Libreria Rizzoli, che ha aperto una sede in Via Rizzoli e una su via Altabella come libreria universitaria. L'esperienza è durata un anno: si sarebbe dovuta agganciare alla prima, non è stato permesso il passaggio e purtroppo è andata in declino quasi immediato. Poi sono stata dal '91 al '94 alla Libreria Cappelli, che allora era della catena Messaggerie. È stata una formazione fondamentale perché c'erano due libraie bravissime. Anche in questo caso però Messaggerie ha pensato di chiudere le librerie di catena, così mi ha contattato la Libreria Nanni che ha aperto su via Indipendenza una libreria che è durata undici anni, chiamata Duomo. È stato un bellissimo periodo, però in via Indipendenza gli affitti avevano una dinamica molto particolare, perciò mi hanno detto che avrebbe chiuso. Ero stanca di essere licenziata, perciò ho deciso di contattare due amiche che sapevo essere in cerca: abbiamo creato una piccola cooperativa nel Giugno 2005, e a Dicembre 2005 abbiamo aperto Trame.

Nicoletta Maldini

Nicoletta Maldini - Foto di Claudio Guerra

Quali passi hai seguito per aprire la libreria?

Venivo già da altre attività simili, per cui ho contattato i fornitori a cui ho chiesto che condizioni di base avrebbero stabilito e se fossero stati disponibili ad aprirmi un conto. Avendo già avuto esperienza è stato relativamente facile: il più grosso ha chiesto una fideiussione, mentre gli altri no, perciò sapevo che avrei avuto i libri. Lo spazio me l'ha concesso in affitto una ex cliente, che conosceva la mia storia. Prima di Trame qui c'era un negozio di giochi di ruolo. Il periodo di transizione è stato un po' lungo, tuttavia noi abbiamo avuto il negozio la seconda settimana di Novembre e il 3 Dicembre c'erano già i libri dentro. Mobili tutti Ikea costruiti in una giornata, scatoloni di libri aperti in due settimane e siamo state subito operative. Fortune varie e una piazza come Bologna dove, va detto, avere i libri è relativamente facile.

Come ti relazioni con i nuovi modi di leggere di oggi, come ebook e audiolibri?

Gli ebook non mi interessano perché non li vendo, nel senso che non vendo e-reader: sono come un benzinaio senza quella pompa della benzina. Ho provato ad usarli ma non sono interessata all'acquisto perché, per come leggo io, non è una lettura. Per la libreria invece è prezioso l'apporto degli audiolibri, perché ho molti clienti che viaggiano parecchio, ho alcuni clienti di una certa età con problemi di vista notevoli e ho un po' di persone che magari fanno prima la prova dell'ascolto e poi passano al libro o, viceversa, dopo aver letto il libro lo vogliono sentire interpretato da un attore. Un'altra cosa che consiglio ai nostri lettori è l'ascolto di "Ad Alta Voce" di Radio Tre - Rai, un archivio stupendo di classici letti da attori bravissimi.

Che tipo di pubblico hai?

La piazza di Bologna è molto mista, sono in pieno centro e ho un pubblico variegato: le signore del quartiere, clienti che mi seguono da trent'anni anche da altre città o, addirittura, da altre nazioni, facendo gli ordini a distanza e venendo a ritirare due volte all'anno, poi ci sono gli studenti, sia liceali che universitari. La pagina Facebook che ho da cinque anni negli ultimi due si è rivelata efficacissima, perciò a volte mi arrivano richieste informali anche da lì.

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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