Consigli e trucchi per sopravvivere al Primo Esame universitario

Consigli e trucchi per sopravvivere al Primo Esame universitario

Il primo esame, fra tutte le “prime” esperienze universitarie, è senz’altro quella più importante, quella più difficile da affrontare e quindi quella con più carico d’ansia e preoccupazione. Quali sono i trucchi per affrontarlo al meglio? Vediamone alcuni.

Innanzitutto, il primo esame non è davvero il primo, perché la maturità assomiglia parecchio alle prove universitarie. Certo, alle superiori si era insieme ai propri compagni, e i professori erano tutti volti familiari, ma la modalità d’esame non è poi così differente: uno scritto e un orale su un programma piuttosto vasto. Il problema è che il primo esame – per quanto simile alla maturità –, è il primo approccio vero e proprio al mondo universitario, e questo lo rende più “difficile”.

In secondo luogo, tutto dipende da come una persona gestisce il nervosismo. Io sono molto ansioso, per esempio, e mi è capitato spesso di non chiudere occhio per tutta la notte precedente a un esame difficile; allo stesso modo, durante il viaggio in treno per andare a sostenere esami che so essere facili, sono sempre nervosissimo e non riesco a fare altro che guardare fuori dal finestrino. Una volta un professore mi disse che è importante controllare la propria agitazione, ma per quanto questa frase possa avere senso, non è così semplice. Però tentar non nuoce, e quindi nel tempo ho trovato alcuni “trucchi” che mi aiutano a rilassarmi.

Un trucco che uso sempre e che mi aiuta a combattere l’ansia, per esempio, è fare il conto alla rovescia sin dal giorno prima. In pratica, comincio a pensare che manca solo un giorno, e poi dieci ore, e poi quattro, e fra tre ore sarò a casa e questo esame sarà fatto… e anche se sembra stupido, posso assicurare che rilassa davvero tanto. È come una meditazione, e mi fa inquadrare l’esame come soltanto un tassello nel mosaico del percorso universitario, una cosa che nel quadro generale non è poi così importante. In effetti, un’altra soluzione che adotto spesso è quella di pensare già agli appelli successivi, casomai l’esame andasse male. So che può sembrare pessimista, come mossa, ma andare a fare l’esame sapendo che comunque si possono avere delle altre opportunità farà vedere quell’esame in particolare non più così importante e unico, ma semplicemente come un esame qualunque. Forse è un po’ disfattista, come soluzione? Forse sì, ma far sembrare gli ostacoli che crediamo insormontabili problemi semplici aiuta a preoccuparci meno, a volte. Provare per credere.

E voi? Quali trucchi usate per vincere l’ansia da primo (e secondo, e ultimo) esame? Ditecelo nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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