Consigli e trucchi per scrivere la Tesi

Consigli e trucchi per scrivere la Tesi

La tesi è l’ultimo ostacolo da superare prima della laurea, ma non è un ostacolo semplice. Siccome mi sono laureato da pochissimo, cercherò di scrivere una breve guida che possa aiutare a destreggiarsi fra bibliografia e colloqui con il professore, magari dando anche qualche utile consiglio e suggerendo qualche trucco.

La prima cosa che hanno consigliato a me è stata quella di leggere il libro di Umberto Eco Come si scrive una tesi di laurea. Il libro lo conoscevo già, e ancora prima che me lo dicessero sapevo che avrei dovuto cominciare da lì – e ho fatto bene. Nonostante in certi punti sia un po’ datato (come quando Eco parla di battere la tesi a macchina), il libro è utilissimo: bibliografia, divisione dei paragrafi e dei capitoli, margini, come fare un indice, come fare una scheda di lettura… Se il relatore non è molto partecipe e non è molto prodigo di consigli, questo libro racchiude fra due copertine tutto ciò che serve sapere.

Una volta letto questo libro, per esempio, sarà più facile capire di cosa si vuole parlare. Infatti, se a volte sono i relatori ad assegnare dei titoli di tesi già pronti, molto più spesso è il laureando a dover scegliere il suo argomento (il primo caso è molto comune nelle facoltà scientifiche, dove il relatore dà allo studente qualche progetto o qualche ricerca su campioni già raccolti). Il problema è che gli argomenti possono essere davvero vastissimi. Il libro di Eco, però, spiega come fare per circoscriverli, come fare per osservarli da ogni punto di vista e come padroneggiarli.

Una volta scelto l’argomento, il relatore sarà la persona di cui avrete più bisogno. In realtà dipende da professore a professore – ci sono quelli molto partecipi e quelli molto menefreghisti –, ma tendenzialmente il relatore segue lo studente passo per passo, capitolo dopo capitolo, dandogli consigli sulla scrittura e – soprattutto – sulle note. Il mio relatore – giusto per fare un esempio chiaro – mi ha consigliato una bibliografia di partenza con cui inquadrare meglio l’argomento, perché quando gli chiesi se potessi scrivere la tesi con lui non avevo assolutamente idea di cosa scrivere – sapevo solo che volevo parlare del cantautorato, di De Gregori e della poesia degli anni ’70 e ’80. Lui mi suggerì alcuni titoli, e da lì fu tutto in discesa.

Insomma, non bisogna aver paura di fare domande su domande al relatore.

La bibliografia e le note sono le cose più difficili da scrivere, perché esistono vari modi per farlo e non si è mai sicuri di quale sia il più adatto. Generalmente ogni università ha un regolamento per l’impaginazione della tesi in cui viene specificato come devono essere scritte la bibliografia e le note, ma molto spesso è più semplice chiedere al relatore cosa secondo lui è meglio (in ogni caso, nel libro di Eco sono elencati tutti i metodi possibili, e comunque su Internet si trova davvero di tutto, se mai aveste un dubbio).

La cosa più utile che posso dirvi riguardo la bibliografia è il modo di consultarla. Ora, nel libro di Eco si parla di andare in biblioteca e consultare i cataloghi, ma non so se oggi esitano ancora i cataloghi fisici (probabilmente basta consultare il catalogo online e cercare per argomenti i libri che potrebbero essere più utili). Un’altra soluzione potrebbe essere quella di cercare su Google Libri qualche titolo, ma è praticamente impossibile arrivare a un libro in particolare fra le decine di migliaia di risultati suggeriti. La cosa più semplice da fare fra quella suggerite da Eco, allora, probabilmente è questa: una volta presi tre o quattro libri per iniziare (magari quelli consigliati dal relatore), basterà consultare la loro bibliografia e segnarsi tutti i titoli che sembrerebbero essere affini all’argomento della tesi; poi, dopo averli cercati su Internet, salvare solo quelli davvero collegati al nostro soggetto, e consultare anche la loro bibliografia. Passando di libro in libro in questo modo, alla fine, si arriverà ai libri dedicati solo ed esclusivamente al nostro scopo – quelli davvero specifici –, e senza troppa fatica. Fidatevi: in tre giorni io ho compilato tutta la bibliografia utile.

L’ultimo consiglio che vorrei darvi è questo: non abbiate fretta. Molto spesso le tesi triennali non sono lunghissime (cinquanta pagine al massimo), per cui cominciate a rifletterci molto tempo prima. Non dovete scriverla da subito, ovviamente, ma se ci riuscite, fra un esame e l’altro, cercate un argomento che vi può interessare e iniziate a compilare una bibliografia. Parlatene con il relatore. Scrivete un brano oggi, tre pagine fra una settimana. Andate con calma e avrete fra le mani una tesi senza rendervene conto.

E voi? Quali metodi avete usato per scrivere al meglio le vostre tesi? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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