Consigli e trucchi per scegliere il metodo di studio

Consigli e trucchi per scegliere il metodo di studio

Trovare il metodo di studio più adatto a ciascuno di noi significa risolvere gran parte dei problemi universitari. Un metodo di studio che ci è congeniale, infatti, ci permette di essere più veloci, più efficienti e di non sprecare inutili energie, e soprattutto ci aiuta ad affrontare meglio il passaggio dalle scuole superiori all’università.

Ecco allora alcuni fra i metodi di studio più comuni, con qualche consiglio per ognuno di loro.

Sottolineare, sottolineare, sottolineare (e prendere qualche appunto)
Sicuramente è il metodo di studio più semplice. Sottolineare a matita o con l’evidenziatore, infatti, permette di isolare immediatamente i concetti più importanti, in modo da ritrovarli subito quando si ripassa (magari può aiutare anche aggiungere delle note a lato). L’unico svantaggio è che sottolineare sul libro di testo è dispersivo. I manuali sono spesso lunghissimi, e le nozioni sono tante, ed essere dei bravi “evidenziatori” non è semplice: ci vuole pochissimo per lasciarsi prendere la mano e sottolineare concetti che alla seconda lettura diventano poco importanti.

Prendere appunti
Questo è il metodo che più preferisco, anche perché risparmia ai libri la tortura delle scritte a mano e delle sottolineature. Consiste nel leggere il manuale e contemporaneamente appuntarsi su un quaderno le cose più importanti, in modo tale da poterle poi riscrivere in “bella copia” e avere un documento che riassume tutto il libro (e che è possibile sottolineare, magari). È un modo di studiare molto lungo, in effetti (forse è il suo svantaggio), ma sicuramente è quello che aiuta meglio ad assorbire i concetti, perché li si studia ben tre volte: sul manuale, quando si sistemano gli appunti e quando si rilegge.

Leggere e ripetere
Se i primi due metodi consistevano nello studiare tutto il manuale e poi ripetere, questo metodo è più “a blocchi”. Consiste infatti nel suddividere la mole di studio in “pacchetti” più piccoli (uno o due capitoli) da studiare ogni giorno. Il giorno successivo, prima di cominciare con il “pacchetto” numero due, si ripete quello del giorno precedente, e così via fino alla fine. Esaurito il manuale, sarà quasi superfluo dover ripetere.

Ripetere a voce alta
Questo non è un vero e proprio metodo di studio, però è un consiglio spassionato che potrebbe tornare utile. Scelto il metodo più congeniale, infatti, si arriverà a un punto in cui bisogna capire se le nozioni sono state introiettate, e allora ecco che ripetere ad alta voce diventa utilissimo. Al liceo io non ripetevo mai, per esempio, perché pensavo di non averne bisogno, ma in quinta e poi all’università ho capito che era fondamentale, perché preparare un’interrogazione o un esame orale è molto più semplice se a casa abbiamo provato un discorso. Certo, durante un esame non ho mai ripetuto ciò che avevo preparato (la tensione e l’atmosfera sono diverse), ma far finta di essere davanti ad una platea e ripetere il materiale di studio aiuta a capire cosa sappiamo meglio e cosa no, e a crearci una qualche scaletta mentale che ci può aiutare a fare ordine.

E voi? Quali metodi di studio preferite? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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