Il primo Natale di un Universitario

Il primo Natale di un Universitario

Alle superiori, le vacanze di Natale erano una pausa aspettata, perché dopo tre mesi di scuola ci si poteva fermare per tirare il fiato, godersi un po’ di riposo e ricaricarsi ben bene prima di ripartire a gennaio. Anche se i professori assegnavano i compiti, infatti, questi non erano mai tantissimi, proprio perché i giorni di vacanza sono pochi (solitamente dal 23 dicembre al 6 gennaio) e perché – a differenza delle vacanze estive – le feste di Natale sono vere feste. Io, per esempio, non ho mai studiato nei giorni intorno al Natale; le uniche giornate che dedicavo alla scuola erano quelle fra il 27 e il 30, e neppure con così tanto impegno. Più che altro mi divertivo a leggere, a guardare film o a ritrovarmi con gli amici. Poi sono andato all’università ed è cambiato tutto.

Le vacanze natalizie per una matricola non sono affatto come le vacanze natalizie di un liceale. Una delle cose che migliorano è la durata. Solitamente, infatti, le lezioni universitarie del primo semestre finiscono all’inizio di dicembre – proseguono fino al 23 solo se sono cominciate a fine settembre o se i professori devono recuperare delle ore –, mentre quelle del secondo semestre cominciano verso fino gennaio, quindi in pratica le vacanze durano quasi due mesi. Due mesi di studio, però.

In effetti, la bellezza della durata delle vacanze viene intaccata dal fatto che corrisponde in larga parte alla sessione d’esame – alla prima sessione d’esame, se lo studente è una matricola. Molti professori, addirittura, danno la possibilità di dividere il loro esame in due parti, con un parziale prima di Natale e uno a gennaio, e quindi in questo caso la sessione non solo coincide con le vacanze, ma le circonda. Io ricordo ancora il mio primo esame all’università: in pratica, ho trascorso le vacanze studiando. Ho studiato anche il 26 dicembre (fino all’anno prima per me era impensabile).

Ma alla fine le vacanze di Natale universitarie non sono così brutte, perché gestendo bene le cose e studiando passo-passo durante le lezioni si possono anche usare le feste solo per ripassare, o per studiare le ultime cose. Certo, sicuramente le festività – soprattutto per le matricole – saranno in qualche modo “rovinate” dall’ansia e dalla paura, ma alla fine ci si abitua anche a questo. Il secondo anno, per esempio, io ero già entrato nella mentalità universitaria, e benché dovessi studiare per un esame piuttosto grosso, ho affrontato le feste con la solita gioia degli anni delle superiori. Dopotutto, il Natale è la festa più felice di tutte, no?

E voi? Come affrontate la sessione invernale? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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