La sessione invernale

La sessione invernale

La sessione invernale non è così male come sembra – sempre meglio della sessione estiva, se non altro, in cui la voglia di studiare è indirettamente proporzionale alla temperatura percepita. Certo, i semestri senza esami sono decisamente meglio rispetto alla sessione invernale, ma non si può avere tutto.

Mi ricordo bene la mia prima sessione invernale, perché è stata la mia prima sessione di esami in assoluto (in generale, la prima sessione di esami di chiunque è in inverno, visto che l’anno comincia a settembre). Mi ricordo bene anche l’ultima, la più tremenda. Avevo soltanto un esame – Storia contemporanea –, ed era diviso in due parti – una prima e una dopo Natale. Avendo studiato durante le lezioni, la prima parte l’ho superata tranquillamente, il materiale non era neanche troppo; la seconda, invece, è stata un delirio. Innanzitutto, avevo più materiale da preparare e meno tempo per farlo, e inoltre, come se non bastasse, il giorno dell’esame c’era allerta neve, per cui ho raggiunto Bologna un giorno prima e ho dormito a casa di un amico. Inutile dire che sono arrivato in aula mezzo addormentato perché fra la tensione e il fatto che avevo dormito poco ero stanchissimo; in più, durante la prova scritta a computer – dovevamo rispondere a tre domande aperte –, proprio mentre stavo finendo, il computer è saltato e ho perso tutto. Prima ho ricominciato a mano, poi mi hanno dato un altro computer e tutto il tempo che volevo per rifare daccapo, ma il problema era che la stanchezza cominciava a farsi sentire, e anche la rabbia e il nervosismo per ciò che era successo – volevo tornare a casa! –, per cui ho riscritto più o meno ciò che ricordavo e ho consegnato, sperano in un voto decente. Alla fine l’esame è andato bene, ma che fatica!

La sessione invernale comincia dopo le vacanze di Natale, per cui con un po’ di buona volontà si può affrontare facilmente. Eliminando i giorni di festa, infatti, e cercando di studiare durante gli altri, si può preparare un esame non troppo grande in quasi due settimane – poi dipende dalla velocità di studio, ovviamente. Inoltre, il tempo atmosferico non invoglia ad uscire, e a meno che non associate l’inverno alle serie tv come me, non rischiate di perdere tempo con maratone infinite. Almeno, io ho sempre trovato molto più complicato studiare d’estate, perché il caldo si fa sentire anche con l’aria condizionata e l’atteggiamento è diverso.

In generale ho sempre vissuto bene tutti i periodi universitari – a parte più o meno la sessione estiva, come dicevo –, e non ho mai avuto delle grosse difficoltà. Ho sempre cercato di restare in pari, e durante la sessione invernale lo studio si riduceva ad un ripasso generale e poco altro. Sicuramente ha aiutato avere amici nella stessa condizione, perché confrontarsi e confortarsi con loro ha contribuito a far passare il tempo in maniera più piacevole. Anche se non studiavamo le stesse cose, ci incontravamo comunque per farlo insieme, in modo da sentirci obbligati dall’altro a impegnarci. E poi, chiedere ai compagni di corso è utile anche per fare amicizia – almeno, a me è successo.

Il segreto, come in tutte le cose, è vivere la sessione invernale (anche) da fuori. Guardarla dall’esterno, analizzarla, scoprire che non è così terribile come sembra e che ci sono davvero tanti giorni per studiare.

E voi? Come vivete o avete vissuto le vostre sessioni invernali? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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