Diventare Market Communication Manager

Diventare Market Communication Manager

Ciao Whiris!

È tanto che non ci sentiamo, come state?

Domanda antipatica che in questo periodo ripetiamo con intonazioni sempre più preoccupate o stressate.
Stare in casa quando è un dovere, non è semplicissimo.

Ma lo stiamo facendo per aiutare il personale ospedaliero, che lavora senza sosta, e le persone che contraendo il virus rischiano ben più di un semplice raffreddore.

In questi giorni desolanti, abbiamo bisogno di stare in contatto con le persone visto che a contatto proprio non si può.
Quindi torniamo con le Whiri-interviste!

Protagonista è Chiara Quagliotti, Market Communication Manager Festo Italia, nonché mia responsabile.
Lavoro con lei da un anno e ogni giorno ci sono nuovi progetti da avviare e strategie da mettere in piedi.
Mi era stata presentata come un vulcano in uno dei colloqui e non potrei essere più d’accordo.

Come Market Communication Manager, di cosa ti occupi?

In azienda mi occupo di rendere visibile ed efficace la comunicazione interna ed esterna, promuovendo contenuti attraverso canali tradizionali e piattaforme digitali.

Come sei arrivata a questo ruolo? Com’è stato il tuo percorso di formazione?

Dopo il liceo linguistico mi sono appassionata alla comunicazione, soprattutto a quella tradizionale: ai tempi il digitale era ancora agli arbori ?.
Per questo motivo mi sono iscritta al percorso triennale in Scienze della comunicazione e New Media presso l’Università Cattolica di Milano. Un percorso molto stardardizzato, come gran parte delle università. Però ha fatto nascere in me la voglia di approfondire alcuni aspetti legati soprattutto al Web, dato che venivano poco trattati nei corsi.
Qundi dopo la laurea ho frequentato un master in web marketing presso l’Up Level di Milano.

Il valore aggiunto, però, l’hanno sicuramente dato i corsi extra curricolari che in questo mondo sono facilmente reperibili online o in sessioni di due giornate full time. L’importanza dell’aggiornamento continuo è un MUST per coloro che si occupano di comunicazione. Per questo consiglio di partecipare a Webinar, eventi del settore e piattaforme di online learning.

Ecco, a proposito di formazione extra: i parla spesso di soft skill. Nel tuo caso quanto hanno inciso sul tuo lavoro?

Nel mio lavoro le soft skills sono la base di tutto.
Forse è la sfida maggiore svilupparle adeguatamente per riuscire a comunicare nel modo corretto, anche con i propri collaboratori.

In poco tempo, dall’esser operativa a 360°, ho dovuto implementare capacità organizzative ed espressive, problem solving, lavoro di squadra, creatività, orientamento al risultato e resistenza allo stress, per ricoprire il ruolo attuale di manager.

Se svilupparle è una bella sfida, com’è migliorarle?

Credo che le due parole che meglio riassumano come implementarle in maniera naturale siano:

  • Ambizione;
  • Ascolto.

Ambizione perché solo con tanta voglia di accrescere il nostro modo di lavorare e saper lavorare in team possiamo migliorare il nostro modo di interfacciarci.
Inoltre alla base dell’ambizione c‘è sempre un pizzico di curiosità, che ritengo sia un’arma vincente sul lavoro per conoscere e crescere professionalmente.

E poi l’ascolto, da non sottovalutare. Solo sapendo ascoltare – che da un lato significa anche osservare – possiamo alimentare le nostre abilità, scrutare le necessità e aprire la nostra mente ai nostri interlocutori e alla cultura in generale.

Cosa significa per te lavorare nel ruolo che ricopri?

Significa riuscire a esser una guida per le persone che lavorano con me, non farle sentire sole nell’attività quotidiana. Ascoltarli e supportarli nelle iniziative che fanno parte del loro essere.

Significa vivere con positività l‘operato e lavorare in team.

Come si è sviluppata la tua carriera? Quali sono stati i cambiamenti più importanti che hai affrontato?

La mia carriera si è sviluppata gradualmente all’inizio e molto più velocemente negli ultimi anni.

Come tutti ho iniziato il mio periodo post studi con contratti di stage per circa 2 anni. Prima in realtà più piccole dove il multitasking era pane quotidiano, fino ad approdare in una multinazionale dove step by step ho potuto crescere specializzandomi in attività più definite e affini al percorso formativo.

Ovviamente l’ambito lavorativo ti mette spesso alla prova sia professionalmente sia personalmente. Non volendomi fermare ho preferito cambiare azienda nell’ottica di crescere in quelle famose soft skills.
Ora, in poco meno di due anni, ricopro un ruolo di responsabilità anche se la parte curiosa di me non si ferma: voglio sempre metterci un pizzico di operatività.

Questo mi aiuta ad avere un quadro completo dell’attività svolta dai miei collaboratori e allo stesso tempo capire dove migliorare insieme.

La digitalizzazione in ambito marketing e comunicazione è ormai in piedi da anni, e oggi si sta affrontando una nuova ondata. Come sta reagendo il B2B?

Penso che ormai non si possano dividere più aziende B2B da quelle B2C in termini di comunicazione.

Abbiamo completamente abbracciato i trend del mercato seguendo le necessità sociali, e di conseguenza anche dei nostri clienti che sono i nostri primi interlocutori.

La sfida più grande è stata quella di sradicare gli equilibri lavorativi interni, dato che molti colleghi non erano abituati a sommare le azioni stardard di vendita e promozione a quelle più digitali.
Ora devo dire che stiamo tutti crescendo anche in tal senso, e spesso sono gli stessi colleghi, prima scettici, a vedere nel digitale un’ottima forma di vendita, un’alternativa al F2F che dà valore aggiunto e autorevolezza anche alla singola persona.

Parli di cambiamento e adattabilità, DI Persone che prima avevano uno standard in mente e che ora vedono stravolto. Ecco, a proposito dell’essere pronti a tutto questo, Festo Italia sta mandando all’esterno il messaggio “We are #READY”.
In cosa consiste? Tu ti senti Ready?
Soprattutto ora che viviamo un momento impegnativo, di blocco, in cui lo Smart Working coinvolge sempre più aziende.

Devo dire che la base di ottimismo che fa parte del mio essere mi aiuta molto ad affrontare questo periodo difficile.

Forse non eravamo pronti, anzi, senza il forse, ma prontamente aperti a trovare le giuste soluzioni per i nostri clienti.

Ready è una parola che mi piace un sacco, racchiude dentro sé uno status completo che non riguarda solo i propri doveri quotidiani, ma coinvolge l’intera persona.
La capacità di vivere al meglio il proprio lavoro, trasmettendo passione e dedizione è ciò che mi rende più Ready.
La felicità di clienti, colleghi e delle persone del mio ufficio sono linfa quotidiana per me, cosa che mi porta a guardare sempre avanti e a estendere l‘approccio Ready di tutti.

Siamo alla fine dell’intervista e manca solo una cosa: i tuoi consigli alle persone che vogliono intraprendere la tua carriera.

Parto dall’essere Ready.
Come dicevo, tutto nasce da una passione nello svolgere questo lavoro, perché si trasmette e percepisce in ogni attività.

Mettersi in gioco sempre è un’altra caratteristica fondamentale. Mi piace spesso pensare a come noi siamo la colonna sonora di tutte le attività aziendali. Diamo la giusta melodia a quello che vogliamo trasmettere internamente ed esternamente all’azienda. Per questo è fondamentale la passione, perché ci guida al meglio nel nostro lavoro ed è proprio il punto di partenza per intraprendere questa carriera.

Ora Whiris tocca a voi: qual è la vostra passione? La state seguendo con l’università?

Noi ci vediamo il prossimo mese con un nuova intervista ?

Pubblicato da Francesca Panciroli, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.

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