Il mondo dopo il Coronavirus

Il mondo dopo il Coronavirus

Prima o poi, ovviamente, anche questa epidemia finirà, così come sono finite tutte quelle avvenute nel corso della Storia. Al pari di un dopoguerra, arriverà quindi il momento di ricostruire, di ripartire, di riprendere la normalità delle nostre vite. Tuttavia, il cambiamento non sarà drastico – gli esperti, i politici e l’informazione hanno già ripetuto più volte che le riaperture saranno graduali, e che le mascherine probabilmente dovranno essere indossate per qualche tempo anche dopo… eccetera eccetera. Ci sarà insomma una specie di periodo di transizione in cui l’epidemia sarà praticamente finita ma in cui ancora ci comporteremo come se fosse in atto, soprattutto per evitare la famosa “ondata di ritorno”. In questo articolo, con un po’ di fantasia e molte ipotesi, cercherò di capire come potrebbe essere il mondo in quel periodo. Soprattutto l’università – il mondo universitario –, che ovviamente non fa eccezione.

Sarebbe interessante capire quale sarà il futuro delle lezioni online. Insomma, in questo periodo d’emergenza stanno più o meno funzionando bene (anche se molti non hanno un accesso a Internet o un computer), e sarebbe un peccato accantonarle in toto e dimenticarsene quando tutto tornerà come prima. Penso sia inevitabile che durante il “periodo di transizione” – chiamiamolo così – le lezioni online continuino (ormai è chiaro che le scuole e le università resteranno chiuse fino a giugno e forse anche a settembre). Quando ricominceranno le lezioni fisiche, però, perché non continuare a sfruttare questo strumento? Perché non trasmettere la lezione anche in streaming? In questa maniera si potrebbe dare la possibilità a chi non frequenta di frequentare (sempre che il motivo della non presenza non impedisca anche di seguire online), oppure, in qualche modo, potrebbe essere un modo per aggirare l’odiato numero chiuso. Molti atenei usano le lezioni online già da tempo, e se volessimo trovare un lato positivo da questa situazione – o imparare qualcosa –, affidarci alla tecnologia in maniera consapevole e intelligente potrebbe essere una bella lezione.

Chissà invece come sarà la situazione “sociale”. Voglio dire, quando tutto tornerà come prima, non ci sarà più bisogno di evitare assembramenti – non meno di prima, insomma –, ma la mentalità e la paura giocano brutti scherzi. Penso per esempio ai cinema: le persone si convinceranno che non c’è pericolo a rinchiudersi in un ambiente simile in mezzo ad altre duecento persone, oppure la paranoia farà piombare le sale in una crisi peggiore di quella in cui versano già? E i centri commerciali? Le persone si fionderanno sul commercio online?

Non lo so, l’ultima grande epidemia è avvenuta cent’anni fa (la spagnola, durante la Grande Guerra), e cent’anni fa non esistevano né i centri commerciali come quelli di oggi, né i multisala. Probabilmente fra un paio d’anni nessuno si farà problemi ad entrare in un cinema e nessuno avrà paura dei centri commerciali sotto le feste, ma sono convinto che questa esperienza segnerà molte persone. Rimanere chiusi in casa per due mesi è come rimanere isolati nel deserto per due mesi. Sì, okay, abbiamo Internet e possiamo uscire per fare la spesa, ma prima dell’emergenza per noi era naturale muoverci dove volevamo e andare dove ci piaceva, e ritrovarsi chiusi in quarantena da un giorno all’altro rende tutti più irascibili – soprattutto se i film o i videogiochi dopo un po’ stancano.

La verità è che spero vivamente che le persone riprendano le loro vite di sempre senza paura – vadano al cinema, al centro commerciale –, e che allo stesso tempo le università e i privati investano sulla ricerca, facendo magari nascere aziende o start-up dedicate alla lotta contro le epidemie. Dopotutto è scientifico, e la Storia lo insegna: le epidemie sono cicliche, e proporzionalmente conosciamo più cose dello spazio che dei virus. Prima o poi ricapiterà, e visto che questa pandemia di Covid ha segnato un mondo globalizzato e collegato come una sola città, dimostrando la nostra impreparazione, sarebbe bello se la prossima volta potessimo fermare il tutto prima ancora che inizi. Sarebbe bello se i governi e le persone fossero sensibilizzate, ma chissà se questo sogno si avvererà mai.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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