Le ricerche universitarie sul Coronavirus

Le ricerche universitarie sul Coronavirus

In questo periodo di emergenza sanitaria, mentre il Covid continua a imperversare, la scienza e la ricerca non si sono mai fermate, dedicando tutti i loro sforzi alla lotta contro questo virus. Vaccini, cure, terapie… ma anche ricerche economiche sugli impatti che il Coronavirus avrà nel mondo e ricerche psicologiche e sociali. Di tutto e di più per il bene dell’umanità, se l’umanità vorrà ascoltare.

Le università italiane, ovviamente, non sono da meno. Da Nord a Sud, tutti gli atenei della penisola hanno aperto fondi e ricerche, hanno creato borse di studio o avviato collaborazioni con l’estero – e tutto questo con l’unico obiettivo di comprendere e sconfiggere il Coronavirus. Il punto focale della questione, infatti, è che l’emergenza è tutt’ora in atto. Come ogni epidemia, anche questa potrebbe ripresentarsi fra qualche decennio facendo gli stessi danni. L’unica speranza è che la medicina sia in grado, nel frattempo, di trovare un vaccino. Ecco perché è importante acquisire conoscenze in fretta.

L’Università di Padova, per esempio, ha aperto una raccolta fondi per finanziare ricerche sul Covid in ben quattro ambiti: biomedico, clinico, psicologico ed economico. Sul loro sito si legge che si tratta di una campagna di crowdfunding, e che i fondi raccolti verranno trasformati in assegni annuali per la ricerca.

L’Università di Ferrara – sempre sul loro sito – spiega che ha aperto tantissime ricerche a tema Covid. Per esempio, il gruppo di ricerca di Microbiologia sta studiando “la cinetica e l’ampiezza della risposta immunitaria associate all'infezione del virus SARS-CoV-2”. Il loro obbiettivo è “caratterizzare i parametri immunitari legati alla risposta innata in coorti di pazienti affetti da COVID-19 di diverse gravità, così da comprendere se questi possano essere usati come indicazione dell’esito della malattia”. Addirittura, il team di Genetica molecolare ha varato una ricerca con l’Università di Ottawa, “al fine di realizzare in tempi rapidi un test genetico in grado di stabilire la recettività individuale al virus”.

Anche l’Università di Genova ha aperto una raccolta fondi interna e una esterna per sostenere le ricerche. “L’intenzione è quella di finanziare un’indagine epidemiologica in Liguria finalizzata a meglio comprendere l’impatto dell’epidemia in atto sulla popolazione”.

L’Università di Bologna, invece, ha persino anticipato alcune sedute di laurea di Infermieristica per poter avere subito nuovi infermieri. Gli studenti di Medicina, poi, hanno iniziato a svolgere i tirocini online, in modo da potersi laureare entro i tempi stabiliti (il diploma, per fronteggiare l’emergenza, è diventato abilitante alla professione).

Ma non solo le università stanziano fondi e avviano ricerche. La Sicilia, per esempio, ha concesso aiuti economici agli studenti siciliani che frequentano università in altre regioni. Molti editori di testi universitari, invece, hanno messo a disposizione – gratuitamente – diversi manuali e volumi. Infine, il Ministero della Salute ha emesso un bando da sette milioni di euro per finanziare progetti di ricerca che dovranno essere presentati entro la fine di aprile.

Insomma, in questo momento di emergenza mondiale, né la scienza né le università si sono fatte cogliere impreparate. Non solo loro, però. Anche noi cittadini possiamo fare la nostra parte, contribuendo dove possiamo alle raccolte fondi o semplicemente tenendoci informati sulle ultime scoperte, condividendo sempre e solo notizie “autentiche”. Anche questo, in un certo senso, aiuta la scienza a progredire senza intoppi.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

Comments

  1. immagine profilo Sara Migliaro on 05/26/2020 9:57 a.m. #

    Ciao a tutti, mi chiamo Sara. L'articolo è molto interessante, infatti in questo momento " particolare " per l'Italia, siamo tutti in attesa, e speriamo che il vaccino sia il più vicino possibile. La mia Università di Cagliari in merito al Covid-19 si è mossa verso la ricerca di un vaccino e sembra che abbia testato un farmaco contro patologie ematologiche che sembrano funzionare.

    Devo ammettere però che non mi sono molto informata.
    Molto interessante questo articolo, leggo gli altri volentieri.

  2. immagine profilo Alessandro Mambelli on 05/26/2020 11:12 a.m. #

    Ciao Sara, grazie mille per i complimenti. E grazie anche per la segnalazione sull'Università di Cagliari, corro subito a informarmi. Spero continuerai a seguirci:)

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