L’Università nella Fase 2

L’Università nella Fase 2

Lo scorso 4 maggio è cominciata ufficialmente la tanto attesa Fase 2. In realtà, dalla prima fase non sono cambiate molte cose – l’epidemia non è ancora finita e il rischio di nuove ondate di contagi è molto forte, quindi la prudenza è assolutamente giustificata da una situazione così complessa –, ma le restrizioni hanno finalmente cominciato a diminuire.

Innanzitutto, ora è possibile andare a far visita ai congiunti (anche se questa parola ha suscitato non pochi dubbi), e cioè parenti e fidanzati. Sono ricominciati anche gli allenamenti per gli sport individuali a livello professionistico, mentre passeggiate e corse sono permesse entro certi limiti. I parchi pubblici hanno riaperto, e ora è possibile anche spostarsi all’interno della propria regione se per comprovati motivi. Insomma, piano piano stiamo tornando alla normalità (sempre che le persone rispettino le regole e non si facciano prendere dall’euforia – comprensibile, ma assolutamente da tenere sotto controllo). Tuttavia, uno dei “campi” in cui le incertezze continuano ad essere all’ordine del giorno è quello scolastico.

Come fare per la maturità? Come per i test d’ingresso a settembre? E per gli esami online? E le lezioni del prossimo anno?
Tutte domande a cui in questi giorni si sta tentando di rispondere. Vediamo allora com’è la situazione.

Per quanto riguarda l’esame di maturità, al momento sono più i dubbi che le certezze. Si parlava di farlo online, poi di farlo in classe con le giuste precauzioni, poi in classe forse è meglio di no… Insomma, non si sa. Per ora è certo che l’esame consisterà in un solo colloquio orale anziché di un orale e gli scritti, e che questa interrogazione sarà multidisciplinare.

Per le lezioni del prossimo anno, invece, la questione è forse ancora più complessa. Il punto è che ora come ora è inutile fare previsioni: la Fase 2 è appena iniziata, e finché non si capirà in che modo evolverà l’epidemia è inutile prendere decisioni. Le ipotesi di cui si parla di più in questi giorni sono un ritorno totalmente online o un ritorno con turnazioni (anche se questa soluzione rischia di diventare troppo caotica, fra incastri di orari e materie), ma i dubbi restano.

Il vero problema è l’università. Il fatto è che molte sessioni sono già cominciate, e i vari atenei si sono organizzati un po’ come hanno potuto. In effetti, se una lezione online – anche fosse una lezione di matematica, in cui la presenza è molto importante – è comunque fattibile, un esame è già più complesso. Certo, finché si tratta di un orale il problema è relativo – il prof. e lo studente si ritrovano in una specie di videochiamata e lo studente non ha molte opportunità per copiare –, ma un esame scritto con cento persone che contemporaneamente fanno la stessa cosa è già più complesso. Alcuni amici mi raccontavano che hanno passato intere mattinate cercando di simulare inutilmente uno scritto. Le piattaforme di videoconferenza hanno ancora dei limiti, in questo senso, e non si potrà mai essere certi della totale trasparenza (e se qualcuno copia? Come si fa a controllare tutti?).

Ma non è che gli esami siano impraticabili. Sul sito dell’Università di Bologna, per esempio, c’è una pagina con le istruzioni per svolgere gli esami scritti su Teams o Zoom. Per fare l’esame su Teams bisogna disporre la webcam in modo che mostri sempre mani e foglio, la stanza deve essere vuota (il prof. può richiedere una verifica a 360 gradi) e lo smartphone deve trovarsi inquadrato e a faccia in giù. Ovvio, non è semplice – e naturalmente ci sarà sempre lo studente che proverà e riuscirà a copiare –, però è anche vero che la situazione è delicata e che i sacrifici sono necessari, quindi bisognerebbe ringraziare gli atenei per aver risposto prontamente e gli studenti per essersi abituati – volenti o nolenti – a questa nuova didattica. Forse nessuno avrebbe mai immaginato di dirlo, ma speriamo che la prossima sessione invernale sia nuovamente la classica e ansiosa sessione in presenza, negli studi angusti dei prof. o davanti ad altre cinquanta persone.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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