La nuova Fase 2 e gli esami universitari

La nuova Fase 2 e gli esami universitari

Il 18 maggio è cominciata la “nuova” Fase 2, cioè una riapertura quasi completa che però potrà essere revocata in base all’evoluzione della curva dei contagi. In ogni modo, dal 4 maggio sono cambiate parecchie cose. Per esempio, l’autocertificazione – simbolo di questa epidemia – non sarà più necessaria per muoversi all’interno della propria regione; tuttavia, la mascherina è obbligatoria nei luoghi chiusi e nei mezzi pubblici, e così la distanza di sicurezza. Da lunedì scorso la vita può tornare – con le dovute precauzioni e con il buon senso, ovviamente – alla “normalità”: possono riaprire i bar e i ristoranti, riaprono i negozi, i parrucchieri, i negozi. Si possono anche vedere gli amici.

Certo, tutte queste attività sono vincolate a regole piuttosto ferree. La distanza di un metro o due è sempre obbligatoria, sia nei bar che dal parrucchiere che durante una passeggiata con gli amici, e i negozianti devono sanificare gli ambienti con regolarità. Molte Regioni hanno regole diverse (soprattutto Piemonte e Lombardia, in cui l’epidemia è ancora in corso in maniera piuttosto aggressiva). Inoltre, tante altre attività commerciali potranno riaprire solo da fine maggio (come i campi sportivi per gli allenamenti di squadra o i luna park). I cinema, per esempio, riapriranno solo dal 15 giugno.

Per quanto riguarda la scuola, invece, è stata finalmente decisa la modalità di svolgimento dell’esame di maturità. In pratica, sarà un semplice colloquio orale con sei membri interni e un presidente esterno. L’esame sarà in presenza (ma solo se l’epidemia continuerà a calare) e le materie saranno quelle di indirizzo e quelle concordate dal consiglio di classe. Le prove scritte, però, diventeranno orali: si partirà da un’analisi testuale di letteratura e dalla presentazione di un elaborato fatto a casa sulla materia della seconda prova.

Le università, invece, stanno entrando nella sessione estiva. Alcuni studenti hanno già svolto esami durante questi mesi, ovviamente, ma erano poca cosa – rodaggio, quasi – in confronto alla quasi totalità degli universitari che in questi mesi dovranno sostenere gli esami della sessione.

Per quanto riguarda gli orali, in realtà, la situazione è piuttosto semplice. Un esame orale non è diverso da una lezione: l’unica differenza è che ora i microfoni accesi sono due – quello del professore e quello dell’interrogato –, mentre gli altri fanno da testimoni. Certo, se dovessi fare un’interrogazione così preferirei fuggire (una volta ho chiesto a tutti i presenti di uscire e lasciarmi solo col prof. perché non volevo avere nessuno che potesse sentirmi parlare), ma per chi è abituato alle interrogazioni “classiche” – quelle con gli altri studenti appostati fuori dallo studio o dentro l’aula – non è molto diverso.

Per quanto riguarda gli esami scritti, invece, le modalità sono le stesse di cui parlavamo la volta scorsa. Generalmente le due piattaforme predilette sono Teams e Zoom. Su Zoom c’è la possibilità di condividere lo schermo, quindi il professore può in teoria vedere gli schermi di tutti gli studenti ed evitare copiature. Su Teams, invece, bisognerebbe disporre la telecamera in modo da inquadrare mani, foglio e telefono rovesciato. Questo, ovviamente, se l’esame è una produzione scritta o un compito matematico, perché se fosse a crocette si può tranquillamente usare un qualche programma informatico.

In generale, le università sono state un po’ lasciate a loro stesse, e ognuna ha deciso autonomamente come muoversi nella gestione degli esami. Alla fine, nonostante i problemi tecnici e le disavventure di cui molti amici mi hanno messo al corrente, la situazione è stata gestita piuttosto bene.

E voi? Avete cominciato gli esami online? Come sta andando? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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