Le Biblioteche durante il COVID-19

Le Biblioteche durante il COVID-19

Il mio rapporto con le biblioteche si è evoluto nel tempo: il primo anno di università non ho mai messo piede in nessuna biblioteca dell’ateneo, dal secondo ho cominciato a frequentarle piuttosto assiduamente e l’ultimo anno erano diventate fondamentali per la preparazione degli esami. Il motivo principale per cui è accaduto questo è che in biblioteca ci sono tutti i libri che i vari professori adottano nei loro corsi (a meno che non si tratti di testi fuori catalogo; è raro, ma è successo), e quindi offrono un grande risparmio sull’acquisto dei libri stessi – a meno che, ovviamente, non si desideri possedere materialmente tutti i testi per averli sempre con sé.

L’altro vantaggio non di poco conto – soprattutto per un pendolare come me – è la possibilità di prenotare i testi online e poi ritirarli entro un paio di giorni, in modo da non dover viaggiare fino all’università e poi scoprire una volta sul posto che il libro è già in prestito. Senza dimenticare le aule annesse dove studiare e il semplice fatto di potersi riposare in attesa della prossima lezione.

Durante l’epidemia di Coronavirus, però, le biblioteche – come il resto delle università – sono rimaste perlopiù chiuse. In realtà ogni università ha gestito le cose in maniera diversa, ma in linea generale tutti i servizi sono stati sospesi. I prestiti in corso, per esempio, sono stati prorogati fino alla riapertura – il che non è un male –, ma questo ha precluso che quegli stessi libri venissero dati ad altri studenti. Anche questo, in verità, non è stato un grande problema, visto che i prestiti in sé per sé sono stati interrotti – soprattutto all’inizio dell’epidemia. Molte biblioteche, infatti, hanno ricominciato lo scambio di libri solo su appuntamento, in modo da evitare assembramenti. Il prestito interbibliotecario, invece, è stato sospeso quasi dappertutto.

Molte biblioteche hanno messo a disposizioni diversi servizi a distanza – soprattutto per quanto riguarda il catalogo online (articoli, filmati…), liberamente consultabile da tutti.

In generale, insomma, per quelli abituati a usufruire delle biblioteche non è stato semplice. Poche o quasi nessuna possibilità per prendere in prestito dei libri nuovi, impossibilità di usare le aule studio, di incontrarsi. Le biblioteche, in effetti, sono anche questo: >un luogo in cui potersi incontrare, scambiarsi qualche chiacchiera e qualche appunto e poter studiare insieme. Preparare un esame, per uno studente abituato a studiare in biblioteca e con la biblioteca, dev’essere stato difficilissimo. Probabilmente si saranno trovate soluzioni alternative – comprare il libro necessario, per esempio –, ma ciò non toglie che da un giorno all’altro sia venuto meno uno dei supporti più importanti che lo studente in questione aveva. Già l’epidemia in sé ha fatto crollare molte persone – ha fatto perdere l’orientamento, la quotidianità. Figurarsi per chi, oltre a tutto questo, ha perso anche l’aiuto delle biblioteche.

E voi? Che rapporto avete con le biblioteche? Durante la quarantena ne avete sentito la mancanza? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.