Il problema degli Affitti

Il problema degli Affitti

Durante il periodo di lockdown, molti studenti hanno scelto di tornare nelle proprie case e abbandonare quelle in affitto nelle città universitarie. Ora, a inizio nuovo anno, mentre molti atenei prediligono un’erogazione delle lezioni mista – online e in presenza –, sorgono alcuni problemi. Ha senso tornare negli appartamenti universitari? Oppure tanto vale seguire online e risparmiare? In realtà il problema è ben più complesso di così – molte lezioni sono solamente in presenza, per esempio, e non è semplice recidere un contratto d’affitto. Alcuni questionari e alcuni sondaggi hanno fatto emergere una tendenza generale da parte degli studenti a non voler tornare negli appartamenti universitari.

Il questionario di Sunia-Rete Studenti ha evidenziato che la maggior parte degli studenti fuorisede in Emilia-Romagna – se gli affitti non caleranno – non pensa di tornare nelle rispettive città universitarie. Diversi ragazzi hanno addirittura spiegato che valuteranno un ipotetico abbandono degli studi. La maggior parte degli universitari, in realtà (l’83%), sta continuando a pagare l’affitto di una casa in cui ora non vive. Il 70% ha dichiarato di non aver potuto fare niente per modificare il contratto – o perché il proprietario è stato contrario (38,7%), o per altre motivazioni. Il 38,5% quindi, cambierà casa, ma altri (5,4%) stanno addirittura pensando di smettere di frequentare, cambiare ateneo (2,5%) o – come si diceva – abbandonare gli studi (1,2%). Considerando che in media gli studenti pagano 300 euro per un appartamento condiviso, è evidente come questa spesa sia decisamente incidente sul budget familiare o sullo stipendio dello studente stesso.

Secondo i dati AGI, la disponibilità di stanze e case nel 2020 è aumentata in media del 149% rispetto all’anno precedente – e questo ovviamente per colpa della pandemia. A Milano, per esempio, l’incremento è stato del 290%. Ma tutte le città sono interessate: Bologna (270%), Padova (180%), Firenze (175%), Torino (108%), Roma (130%) e Napoli (100%). È indicativo che l’incremento maggiore sia a Milano, cioè la città dove gli affitti sono in media più cari (565 euro al mese).

Il problema principale è che l’immobile affittato dagli studenti resta a tutti gli effetti agibile. Sono le lezioni ad essere sospese in presenza o erogate in modalità mista. Gli studenti, semplicemente, hanno scelto di non vivere più lì, e il proprietario può a sua discrezione scegliere di abbassare o no l’affitto. Il canone può essere ridotto o non pagato solo se c’è un accordo tra affittuario e locatore, quindi è tutta una questione di buon senso e aiuto reciproco. Lo stesso aiuto che molti studenti e non si scambiano su gruppi social nati appunto per questo. Gente che chiede camere, gente che le propone… In tempi di emergenza ci si aiuta come si può, e forse si può migliorare come persone.

E voi? Siete fuorisede? Com’è la vostra situazione? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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