I gruppi WhatsApp universitari

I gruppi WhatsApp universitari

Durante gli anni della triennale non ho mai vissuto molto la “vita da universitario”. Facevo il pendolare, quindi andavo a lezione, seguivo e tornavo a casa. Non mi sono mai fermato dopo le lezioni per andare a prendere un caffè o qualcos’altro con i colleghi, né avevo voglia di farlo (in inverno, soprattutto, faceva così freddo che non vedevo l’ora di tornare a casa). In ogni modo, un po’ rimpiango il fatto di non aver partecipato più attivamente alla vita universitaria, né di avere mantenuto qualche amicizia dopo la laurea.

Quando ho cominciato la magistrale, però, ho scoperto tramite la pagina Instagram dell’università che esisteva un gruppo WhatsApp con le matricole del mio corso. Ho pensato che probabilmente avrei potuto entrarci senza problemi – dopotutto, eravamo tutti sconosciuti l’uno per l’altro, e i corsi dovevano ancora cominciare. Senza contare che il primo semestre sarebbe stato in modalità mista, quindi conoscersi prima su WhatsApp poteva essere l’unico modo per conoscersi.

Dopo un mesetto circa di permanenza, però, ho provato sulla mia pelle ciò che i miei amici mi raccontavano dei loro gruppi WhatsApp. Diciamo che – come in ogni cosa – ci sono dei vantaggi e degli svantaggi.

La cosa positiva di essere all’interno di un gruppo WhatsApp di matricole – o in generale di studenti – è il fatto che qualsiasi dubbio o domanda può essere risolto. Ci si può scambiare appunti o materiale, ci si può dare consigli sugli esami o sulle varie materie… A qualsiasi ora, con decine e decine di persone, ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutare. Certo, questo è anche il suo lato oscuro. Io, per esempio, sono una persona molta ansiosa, e quando qualcuno chiede qualcosa che non so comincio a preoccuparmi. Magari questa persona sbaglia, o non è accurata, ma ormai è troppo tardi: la paranoia mi ha già assalito. In un mese mi è capitato già due o tre volte di leggere cose di cui non sapevo nulla ma di cui tutti parlavano come se fosse normale (anche se poi fortunatamente i fraintendimenti si risolvono sempre).

Altra nota negativa: più persone significa più messaggi. Se non si guarda il telefono per un po’, si rischia di trovarsi con duecento messaggi non letti. E se là in mezzo c’era qualche informazione utile? Certo, il lato positivo è che più messaggi ci sono e più i membri sono probabilmente affabili e simpatici – o in questo periodo di pandemia è semplicemente l’unico modo per parlarsi e conoscersi –, ma comunque si può sempre silenziare il gruppo.

E voi? Avete deliranti gruppi WhatsApp del vostro corso? È un gruppo affiatato? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.