Il problema dei tirocini

Il problema dei tirocini

Quando la scorsa primavera è cominciato il lockdown, fra le tante cose sospese ci sono stati anche i tirocini universitari. Ora, però, questi tirocini stanno ricominciando, e i problemi dovuti alla loro interruzione si stanno presentando numerosi.

Le maggiori difficoltà riguardo ai tirocini sono fondamentalmente due. La prima è la sovrapposizione di tirocinanti nuovi e tirocinanti che devono recuperare; la seconda, invece, è l’autonomia di ogni dipartimento e ateneo circa il modo in cui svolgere questi tirocini.

L’Università di Bologna, per esempio, dà la possibilità di proseguire alcuni tirocini da remoto. I tirocini per gli specializzandi e quelli curriculari, invece – che sono importanti per la carriera universitaria –, sono spesso portati avanti in presenza. In realtà dipende tutto dalla discrezione del dipartimento.

La Regione Emilia-Romagna ha ufficializzato la possibilità di svolgere i tirocini post-laurea sia da remoto che in presenza, ma solo se l’ente ospitante è d’accordo e può garantire le norme di sicurezza. Le stesse norme dovranno essere rispettate anche da chi svolge i tirocini all’interno dell’Università.

A Milano si predilige la modalità a distanza (“smart working”), ma – come per Bologna – i tirocini in presenza sono possibili solo se le norme di sicurezza vengono rispettate. Anche a Venezia i tirocini attualmente in corso o quelli sospesi l’anno scorso posso riprendere in presenza solo se le norme di sicurezza possono essere rispettate. I tirocini da attivare, invece, vengono svolti in modalità mista – a seconda di come l’ente promotore decide di gestire la cosa.

I tirocini più problematici, però, sono quelli medici. Da un alto, farli a distanza non è semplice o particolarmente utile; dall’altro, si tratta di attività da svolgere prevalentemente all’interno degli ospedali. E ancora una volta ci sono problemi di sovrapposizioni o gestioni sparse da parte dei professori. Lumsa News riporta diverse interviste a studenti di medicina da diverse università, e tutti sono piuttosto preoccupati e amareggiati. Alcune università hanno mostrato dei semplici video; altre hanno chiesto agli studenti del sesto anno di fare delle presentazioni al posto del test finale. Alcuni studenti denunciano la mancanza di tutor – cosa però (dice l’articolo) che succedeva già prima. Altro, però, sono contenti del tirocinio a distanza, perché – dicono – in ospedale si tende giustamente ad essere seguiti meno. Molti dei tirocini di marzo, comunque, sono stati accettati anche incompleti.

In generale la situazione tirocini non è semplice. Le lezioni, in effetti, sono più semplici da organizzare – basta una piattaforma per videoconferenze e una connessione a Internet. I tirocini devono prendere in considerazione più studenti, tutor, diversi professori, molti enti promotori esterni e soprattutto attività spesso necessarie al conseguimento della laurea. Organizzare tutto non è affatto facile.

E voi? State facendo i tirocini? E come stanno andando? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

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