Vantaggi e svantaggi della vita da pendolare e da fuorisede

Vantaggi e svantaggi della vita da pendolare e da fuorisede

Per tre anni di università ho frequentato le lezioni da pendolare. Il mio orario era abbastanza flessibile, quindi non avevo grandi problemi a farmi due ore di viaggio (quasi) ogni giorno. Certo, per quanto mi piacesse essere a casa mia ogni sera, devo ammettere che dopo tre anni la cosa era diventata enormemente stancante. Ho pensato spesso alla vita da fuorisede che non ho mai provato davvero, e ho cominciato a chiedermi se sia meglio o peggio di quella da pendolare.

Uno dei vantaggi della vita da pendolare è sicuramente quello di avere dei tempi morti infiniti. In treno, per esempio, io avevo due ore libere in cui potevo fare mille cose. Studiare – tanto per dirne una –, o leggere, sistemare gli appunti, ripassare… I tempi morti erano anche quelli fra una lezione e l’altra. Spesso avevo due ore vuote in cui mi rinchiudevo in una sala studio per portarmi avanti, oppure vagavo per Bologna facendo il turista. Il tempo a casa, invece, è utile per stare con la famiglia, con gli amici o – semplicemente e ancora una volta – per studiare.

Dall’altro lato, però, essere fuorisede garantisce un appoggio invidiabile. Senza due ore di viaggio si può dormire un po’ di più (e il riposo è necessario), e durante le ore buche fra una lezione e l’altra si può sempre tornare a casa (in inverno, soprattutto, è comodissimo). I pranzi – se gli orari lo permettono – possono essere consumati a casa, e la vita sociale universitaria è ovviamente più movimentata di quella di un pendolare.

D’altro canto, essere fuorisede comporta molte più spese. L’abbonamento del treno non è certamente equiparabile all’affitto per una stanza o una casa – soprattutto in città come Bologna o Milano –, e molto spesso queste case non sono esattamente delle regge. Essere fuorisede, poi, costringe a restare lontano dalla famiglia e dagli amici per molto più tempo, e non è detto che i coinquilini siano tutti piacevoli e affabili (trascorrere un anno intero con persone con cui non si va d’accordo è un’idea che mi terrorizza).

Non scordiamo, però, che anche fare il pendolare ha i suoi lati negativi. I treni sono quasi sempre in ritardo (senza contare che se nevica vengono spesso soppressi), e svegliarsi prima e viaggiare tutto il giorno e tutti i giorni è molto, molto stancante. A volte – me lo ricordo bene – è più il tempo perso per andare a lezione che quello della lezione effettiva.

Ma essere pendolare o essere un fuorisede sono cose che spesso esulano da noi. Uno studente pugliese che vuole studiare a Bologna non ha scelta, e una studentessa che vive relativamente vicino all’università ma non può permettersi il costo di un affitto sarà costretta a pendolare. Se possiamo scegliere, però – se abbiamo questa fortuna –, allora dipende tutto dalle inclinazioni personali: c’è chi vorrà essere a casa ogni sera e chi invece preferisce uscire con i colleghi di studio. Alla fine, forse, non c’è una vita migliore.

E voi? Siete pendolari o fuorisede? Vi piace la vostra vita universitaria? Fatecelo sapere nei commenti!

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