I pro e i contro delle Mense Universitarie

I pro e i contro delle Mense Universitarie

La mensa è uno dei tanti servizi che le università mettono a disposizione dei loro studenti. Durante la mia laurea triennale ammetto di esserci stato pochissime volte – facendo pendolarismo non avevo mai occasione o tempo –, però ho cominciato a chiedermi se sia vantaggiosa o meno per i fuorisede.

Certamente il primo vantaggio che mi viene in mente è il risparmio. A Bologna, per esempio, con circa cinque euro è possibile mangiare primo, secondo e contorno, e immagino che anche le altre mense universitarie siano simili. Inoltre, durante l’inverno non è male avere un posto coperto e caldo in cui sedersi – un posto con una sedia e un tavolo, soprattutto. Quante volte ho dovuto mangiare un panino o qualcos’altro sulle scale o dove capitava? Non le conto più (certo, come dicevo prima ero un po’ costretto dal fatto che dovevo prendere un treno in tutta fretta, però immagino che anche molti fuorisede facciano la stessa cosa). La mensa, poi, dà la possibilità di sedersi in compagnia. La maggior parte delle volte si tratta di sconosciuti – è vero –, ma è un modo anche questo per fare amicizia. Senza contare che il menù cambia di giorno in giorno, quindi non si è neanche costretti a mangiare sempre il solito panino o il solito pranzo – pranzo che a mensa non dobbiamo preparare noi, e quindi c’è anche un risparmio di tempo e fatica.

Insomma, sembrerebbe che la mensa sia la soluzione ideale: economica, comoda, con vari menù… Però forse non è così semplice. Pensandoci su, mi sono ricordato che le poche volte in cui ho deciso di pranzare a mensa ho dovuto affrontare una fila d’attesa interminabile. Molto spesso la pausa pranzo non è così lunga da permetterci di perdere tutto quel tempo; senza contare che il menù potrebbe essere pieno di cose che non ci piacciono o a cui siamo allergici – anche se l’alternativa al sugo o in bianco c’è sempre –, o magari i piatti sono molto più conditi rispetto a quanto siamo abituati. Certo, non dico che sia chissà quale grande svantaggio, però cercare di mangiare sano ed equilibrato anche in situazioni complesse come la vita da universitario può essere un buon modo per allenarci e per abituarci ad essere sempre attenti. Come dicevo prima, poi, l’attesa per entrare, la fila ai banconi e tutto il resto portano via tantissimo tempo. Forse un’insalata o una pasta fredda potrebbero essere le soluzioni più semplici per risparmiare tempo? Certo, la sera prima bisognerebbe dedicare un po’ di tempo a questo – e non sempre se ne ha –, ma prepararsi da soli il pranzo per il giorno dopo aiuta ad essere più indipendenti, sicuramente ci permette di equilibrare i nutrienti come vogliamo e alla lunga potrebbe anche farci risparmiare (forse, alla fine, la spesa che si fa settimanalmente costa meno rispetto alla mensa quotidiana).

Alla fine, la mensa non è migliore o peggiore del pranzo portato da casa – dipende dalle nostre esigenze e dalle nostre necessità. E voi? Siete #teammensa o #teampranzodacasa? Fatecelo sapere nei commenti!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.

No comments yet.

Entra in WhiriWhiri per poter commentare.

Accedi