Come funzionano le università telematiche

Come funzionano le università telematiche

Durante la pandemia, tutte le lezioni sono diventate telematiche, ma anche prima del Covid le università online erano comunque molto gettonate.

Con il termine “telematica” si intende un’erogazione di corsi universitari a distanza, via Internet, con piattaforme e-learning. Il Miur ne riconosce 11 (la Guglielmo Marconi, la San Raffaele, la Unitelma Sapienza, eCampus, la Telematica Internazionale Uninettuno, la Niccolò Cusano, Pegaso, Mercatorum, Università Telematica degli Studi IUL, la Giustino Fortunato e la Leonardo Da Vinci), e i titoli rilasciati hanno un valore legale pari a quelli tradizionali.

Nel corso degli anni, queste università sono diventate molto attraenti. Nel 2010, gli iscritti erano 40.000, nel 2017 ben 93.000. Secondo Adnkronos, la crescita fra il 2015 e il 2017 è stato del 69% in più rispetto all’anno precedente. Per il Miur, i laureati all’Università eCampus nel 2015 sono stati 877, mentre nel 2019 sono stati 2622.

Il vantaggio – e ormai tutti gli studenti l’hanno scoperto – è quello di seguire le lezioni da casa, senza pagare affitti o trasporti, quando e come si vuole (e questo perché spesso vengono caricate le registrazioni). L’unico spostamento è quello per sostenere gli esami e per discutere la tesi, ma la diffusione di varie sedi su tutto il territorio nazionale è comodo.

Solitamente, gli studenti che scelgono questo tipo di università sono lavoratori che hanno poco tempo per seguire un’università classica, fuori corso che non hanno finito o che tornano a studiare dopo molto tempo e studenti che scelgono direttamente l’online al posto dell’università tradizionale.

Ma Quali sono gli svantaggi? Basta pensare alle lezioni online dell’ultimo anno (ne avevamo parlato qui). Il contatto umano è minore, i compagni sono solo nomi e persone virtuali, non ci sono il cameratismo e la vita universitaria da fuorisede o da pendolare.

Per molti, però, scegliere questo tipo di università è obbligatorio per motivi economici o altro, quindi non c’è un’opzione migliore e una peggiore a prescindere. Anzi, la pandemia, come per tante altre cose, ha cambiato la percezione anche dell’università.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.