La proroga dell’anno accademico e la questione delle tasse universitarie

La proroga dell’anno accademico e la questione delle tasse universitarie

Qualche giorno fa è stata battuta la notizia del prolungamento dell’anno accademico. Il provvedimento fa parte del cosiddetto Milleproroghe varato dal governo, un decreto che sancisce diverse cose in diversi settori (qui potete farvi un’idea generale). La parte che interessa a noi, però, è quella relativa alla scuola. Come detto poche righe fa, infatti, l’anno accademico terminerà il 15 giugno. Cosa significa? Semplicemente, gli studenti universitari potranno laurearsi entro quella data senza pagare ulteriori tasse e senza finire fuoricorso. Il motivo – ovviamente – è la pandemia.

Molti studenti si sono ammalati e non hanno potuto studiare con regolarità, molti studenti hanno avuto problemi con la DAD, l’anno accademico è stato in generale un po’ traballante… Questo emendamento al decreto va incontro a tutte le scomodità che gli universitari hanno affrontato nel corso dell’anno. Proprio Lorenzo Morandi, il Coordinatore di LINK Coordinamento Universitario (un’associazione nazionale studentesca), ha detto: “Si tratta di un risultato importante, arrivato dopo che come studenti fin dall’autunno abbiamo manifestato la necessità della proroga dell’anno accademico, denunciando lo stato di difficoltà e disagio vissuto dagli studenti durante i mesi di pandemia”.

In effetti, quest’anno è stato piuttosto movimentato sul fronte lezioni. Dei vantaggi e degli svantaggi della DAD ne avevamo parlato qui, qui avevamo raccontato come erano riprese le attività all’inizio dell’anno e qui, infine, spiegavamo il ritorno “come prima”.

Ma facciamo un esempio molto semplice e molto standard di uno studente fuorisede che ha attraversato l’Italia un paio di volte per seguire in presenza pochi giorni prima di restare bloccato o costretto a tornare a casa. È evidente che il disagio è stato tanto, e non può non contribuire in parte sul rendimento. Stanchezza, stress, noia… Restare chiusi in casa non è facile, e anche questo influisce sullo studio. Prolungare l’anno accademico è più che giusto, anche se ora sorge un altro “problema”. Molti, infatti, chiedono una riduzione delle tasse universitarie.

Già l’hanno scorso un decreto del Miur aveva abolito le tasse per chi presentava un ISEE inferiore a una certa soglia, ma ora moltissimi studenti stanno richiedendo a gran voce altri interventi. Dopotutto – sostengono – la maggior parte dei servizi universitari come aule, mense e biblioteche non sono utilizzabili, quindi che senso ha pagare per qualcosa che non si usa?

Pubblicato da Alessandro Mambelli.