Disavventure online ai tempi della DAD

Disavventure online ai tempi della DAD

Ormai, volenti o nolenti – anche se non si frequenta un’università telematica –, le lezioni online sono diventate la norma. I primi tempi – molti di voi se lo ricorderanno bene – la cosa fu presa quasi come un gioco, nel senso che tanti si divertivano a condividere sui social le cose buffe che capitavano. All’inizio era tutto molto confusionario perché nessuno – né prof. né alunni – avevano bene idea di cosa stesse succedendo, o come organizzarsi, ma col tempo i professori meno tecnologici hanno preso dimestichezza con il computer, il divertimento ha lasciato spazio alla consapevolezza della gravità della situazione e tutto è diventato “normale”. Però non dobbiamo dimenticare che ancora oggi continuano a capitare imprevisti e cose buffe: è il bello della tecnologia e della “diretta”. Vediamo insieme alcuni esempi.

Microfono acceso
È capitato sicuramente a tutti di frequentare una lezione in cui il microfono di qualcuno rimane acceso per sbaglio. Personalmente, mi è successo di assistere ad accensioni di microfoni per qualsiasi motivo: il gatto è passato sopra al mouse e ha acceso per sbaglio, si è acceso come per magia, si è spinto il tasto sbagliato… La cosa buffa è che nessuno sembra mai accorgersi di aver inavvertitamente acceso il microfono, perché capita di sentire gente parlare da sola, imprecazioni varie, commenti poco gentili sui prof – eccetera eccetera. Insomma, tutti quelli che hanno fatto DAD sanno benissimo che il microfono acceso per sbaglio e l’ancor più imbarazzante richiamo per spegnerlo sono gli incubi peggiori di qualsiasi studente.

La telecamera accesa
No, ok, forse questa è peggio. È vero che molti computer oggi hanno uno spioncino scorrevole che copre la webcam in modo che rimanga oscurata anche se accesa (una cosa simile ce l’ha anche Mark Zuckerberg), ma tanti non hanno questa fortuna (anche se il nastro adesivo è un buon sostituto). In ogni caso, ritrovarsi con la telecamera accesa per sbaglio – ma per gli stessi motivi di prima, e cioè gatto, tocco inavvertito eccetera – è fonte di stress e ansia per tutti gli studenti. Nessuno vuole apparire all’improvviso coi capelli spettinati o in pigiama. Io, per esempio, nonostante abbia lo spioncino scorrevole nel computer, continuo a controllare che le due icone siano barrate perché non si sa mai.

Problemi tecnici
Sfido chiunque a non aver mai vissuto un’esperienza “tecnica” durante la DAD. Il prof. che cerca di condividere un PowerPoint ma non ci riesce e si perde tempo, la riunione avviata da uno studente a cui il prof. non riesce ad accedere o può farlo solo come qualsiasi altro partecipante, la connessione che va e viene e quindi interi pezzi della lezione che vengono persi… Ci sono tantissimi esempi. Come non citare il telefono di casa che squilla o – un classico – il corriere che suona alla porta del prof. proprio mentre fa lezione?

I silenzi imbarazzanti
Citando Pulp Fiction, possiamo dire che questi momenti in cui nessuno parla sono frequentissimi. Il prof. che fa una domanda e nessuno dice niente, per esempio. Capita anche in aula, ovviamente, ma in DAD è come amplificato – soprattutto perché il prof. non parla a persone vere ma a delle icone con le iniziali. A volte qualcuno fa una domanda in chat e il prof. non la vede, oppure alza la mano tramite la funzione di Teams e nessuno se ne accorge. Altri terribili momenti di silenzi imbarazzanti.

Insomma, la DAD – con disagi e vantaggi – è una bella avventura.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.