Cos’è e come funziona l’intelligenza artificiale

Cos’è e come funziona l’intelligenza artificiale

La definizione di intelligenza artificiale, secondo la Treccani, è: “disciplina che studia se e in che modo si possano riprodurre i processi mentali più complessi mediante l’uso di un computer. Tale ricerca si sviluppa secondo due percorsi complementari: da un lato l’intelligenza artificiale cerca di avvicinare il funzionamento dei computer alle capacità dell’intelligenza umana, dall’altro usa le simulazioni informatiche per fare ipotesi sui meccanismi utilizzati dalla mente umana”.

Uno degli esempi più famosi è la celebre partita di scacchi fra Kasparov e Deep Blue, un computer della IBM costruito apposta per il gioco. Anche se Kasparov vinse 3 incontri e pareggiò 2 delle partite seguenti, la prima sfida fu una disfatta: il 10 febbraio 1996, infatti, Deep Blue sconfisse in il campione del mondo in carica, con cadenza di tempo da torneo.

Qualche anno dopo, nel 2014, AlphaGo riuscì dove Deep Blue aveva fallito. Tramite il machine learning, cioè una variante della programmazione tradizionale nella quale una macchina può apprendere qualcosa dai dati in maniera autonoma, senza istruzioni esterne, AlphaGo, tramite una rete neurale – cioè un ramo del machine learning in cui si simula un cervello umano tramite un modello computazionale –, è riuscita a vincere a Go contro i più grandi campioni. Il Go è una specie di gioco degli scacchi, ma molto più complesso, e si pensava che fosse troppo difficile per l’apprendimento automatico. E invece AlphaGo ha sorpreso tutti.

Oggi, l’intelligenza artificiale è ovunque: gli assistenti vocali, i robot che aiutano la medicina, gli algoritmi dei motori di ricerca. Ma è un bene o un male?

Sicuramente, ci sono certi svantaggi. Prendiamo per esempio i famosi video deepfake, che finora sono stati utilizzati per divertimento sostituendo attori ad altri attori, ma sicuramente potrebbero essere usati per distorcere discorsi di politici o altri personaggi importanti. Per non parlare di attacchi informatici o truffe, come creazione di email o siti falsi per phishing automatico.

Ma ci sono anche lati positivi. Oltre ai video divertenti di robot che ballano, l’IA può essere usata per aiutare le persone – non vedenti, disabili… La guida autonoma, i droni che consegnano i pacchi, gli assistenti per l’appoggio nelle operazioni chirurgiche.

La paura di essere sostituiti dalle macchine è un terrore atavico dai tempi di Terminator, ma forse siamo nel pieno del cambiamento, e in mezzo alla tempesta le bussole e l’orientamento non funzionano. L’unica cosa che possiamo fare è informarci e cercare di indirizzare questo mutamento al meglio.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.