Il ritorno a scuola e il Green Pass

Il ritorno a scuola e il Green Pass

Negli scorsi mesi abbiamo seguito con attenzione l’andamento della pandemia. Dalle prime interruzioni delle lezioni ai problemi relativi alla DAD, dalle situazioni che riguardavano tirocini e affitti all’Erasmus, passando ovviamente dalla situazione vaccini e al ritorno a scuola. Ora che l’anno 2021/2022 è iniziato, quindi, è giusto capire come è iniziato, e come proseguirà.

Il cambiamento più grande rispetto all’anno scorso, complice una campagna vaccinale che durante l’estate è proseguita spedita, immunizzando buona parte della popolazione, è l’obbligo di Green Pass per accedere agli edifici scolastici. Il certificato viene rilasciato dopo almeno una dose di vaccino, un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o dopo essere guariti dal Covid da meno di sei mesi.

Se dal 6 agosto era obbligatorio per entrare in luoghi chiusi come cinema e teatri, dal primo settembre è obbligatorio per un’altra serie di cose, fra cui i trasporti a lunga percorrenza e – come già detto – le scuole. Maestri, professori, collaboratori scolastici, personale tecnico e amministrativo, segretari, dirigenti scolastici: tutti loro sono tenuti a presentarlo. In caso di assenza ingiustificata, ci sarà la sospensione dopo cinque giorni. Gli studenti, invece, non devono esibire niente.

Ma ciò che interessa noi è la situazione universitaria. Come funziona il Green Pass negli atenei? Semplicemente, è obbligatorio averlo per frequentare le lezioni in presenza.

Sul sito del Ministero si può leggere: “La verifica del rispetto di queste prescrizioni [Green Pass e affini, n.d.r.] sugli studenti universitari dovranno essere svolte a campione con le modalità che ogni ateneo individuerà”. Ovviamente, sono escluse le persone che dimostreranno con un certificato medico di essere esenti dalla campagna vaccinale.

Durante le lezioni rimangono naturalmente valide tutte le misure precedenti: mascherine, distanziamento… E soprattutto: “Resta comunque applicabile anche il comma 2 dell’art. 23 del DPCM 2 marzo 2021 che dispone misure di salvaguardia della continuità didattica a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari in presenza, assicurando loro modalità a distanza ovvero diverse azioni di recupero delle stesse”.

Il Green Pass, inoltre, è obbligatorio anche per sostenere gli esami in presenza.

Insomma, queste nuove regole sono improntate completamente alla salvaguardia della salute pubblica. Speriamo che l’anno scolastico appena cominciato proceda senza intoppi.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.