Il sistema scolastico giapponese

Il sistema scolastico giapponese

Proseguiamo il nostro viaggio nei sistemi scolastici del mondo. Dopo aver visto quelli di Francia, Stati Uniti, Canada - e tanti altri -, oggi voliamo nel paese del Sol Levante. Scopriamo come funziona il sistema scolastico giapponese.

Il sistema scolastico giapponese è diviso in cinque “cicli”, molto simili ai nostri. La scuola materna va dai 3 ai 6 anni, quella elementare (shōgakkō) dai 6 ai 12 anni e le medie inferiori (chūgakkō) dai 12 ai 15. Dopodiché ci sono i due cicli finali: kōtōgakkō (le medie superiori), dai 15 ai 18, e daigaku (l'università), che dura altri quattro anni.

I giapponesi chiamano il loro sistema scolastico “shiken jigoku”, cioè “inferno degli esami”.

Infatti, a livello universitario, è difficilissimo entrare. È difficilissimo anche frequentare: se una laurea dura quattro anni, uno studente giapponese si laureerà probabilmente in quattro anni, perché ogni settimana ci sono prove scritte, compiti ed esami che costringono a seguire il programma passo dopo passo.

Le prove orali, praticamente, non esistono.

Il sistema scolastico giapponese prevede anche delle scuole private (juku), frequentabili di sera o nei weekend. Servono, soprattutto, per preparare i test d'ingresso.

Non è così strano che anche gli studenti più giovani, dopo le attività extrascolastiche del pomeriggio, tornino a scuola per le ripetizioni.

Il sistema scolastico giapponese prevede l'inizio dell'anno ad aprile e la fine al marzo successivo. Le vacanze d'estate durano un mese e mezzo. Ci sono anche delle vacanze in primavera e a Natale.

Particolarità del sistema scolastico sono le uniformi. Anche se ultimamente molte scuole lasciano più libertà, è frequente che gli istituti le rendano obbligatorie.

Come in America, infine, ci sono tantissimi club e doposcuola. Sport, giardinaggio, informatica… e chi più ne ha più ne metta.

A differenza di altri Paesi, poi, la pulizia della scuola è curata anche dagli studenti. Ogni giorno, una parte del tempo viene dedicata a questo.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.