Studiare in treno: vantaggi e svantaggi

Studiare in treno: vantaggi e svantaggi

Lo sappiamo tutti: la vita da pendolare è difficile. Levatacce alla mattina presto, viaggi interminabili - spesso al freddo -, ritorni a casa, scarsa vita sociale… E poi lui, il flagello degli studenti: studiare in treno.

Ma è davvero così male? Scopriamo insieme i vantaggi e gli svantaggi dello studiare in treno.

Sicuramente, studiare in treno aiuta a non perdere tempo. Solitamente, il pendolare medio percorre un'ora o un'ora e mezza di viaggio per andare in università (più un'altra ora o ora e mezza al ritorno). Di più, diventerebbe davvero scomodo, e a quel punto avrebbe più senso essere fuorisede. Ovviamente dipende dalle esigenze di ognuno - anche economiche -, ma diciamo che un'ora e mezza è il tempo massimo.

Se così fosse, vorrebbe dire che ogni giorno si percorrono tre ore di ferrovia che sono vuote. “Sprecando” così tre ore, non c'è niente di meglio che approfittarne per studiare. Del resto, una volta giunti a destinazione, non si ha il tempo materiale - le lezioni sono da seguire -, e tornati a casa si è troppo stanchi per aprire un libro.

Per chi non ha mai fatto il pendolare forse non è così semplice da capire, ma fare due o tre ore in treno è più stancante che seguire tutte le lezioni. Il caldo, il dondolio, il brusio, la scomodità… Arrivati a casa, alle cinque o alle sette di sera, si vuole solo guardare un film su Netflix e dormire - e a ragione!

Ecco allora che gli unici momenti davvero liberi della giornata sono quelli di viaggio. Fra una lezione e l'altra magari ci sono delle ore buche, ma un'ora è davvero poco e comunque bisogna cercare una biblioteca, un'aula studio. Il treno invece è già lì!

Però non è tutto oro quel che luccica. Purtroppo, è vero che due o tre di studio al giorno sono utili, ma è altrettanto vero che non è così semplice.

Lo svantaggio più grande, come si diceva prima, è la scomodità. Generalmente, i pendolari usano i regionali, e sui regionali non ci sono i tavoli su cui appoggiarsi; o se ci sono, sono piccolissimi. Chi ha libri immensi o è abituato a sottolineare potrebbe avere difficoltà, così come chi è abituato a leggere e prendere appunti.

Di tutti i metodi di studio, forse quello del leggere e sottolineare e basta è il migliore, perché richiede poco spazio e fatica, ma anche questo è inficiato dagli altri svantaggi.

Primo fra tutti, il brusio. Il vicino - o i vicini, in caso di posti da quattro - parla con amici e altri passeggeri, e ha tutto il diritto di farlo. O magari il tizio due file più avanti urla al telefono. Il vagone diventa una cassa di risonanza, e non tutti riescono a concentrarsi. E poi il dondolio, lo zaino e il cappotto addosso, il caldo.

Insomma, studiare in treno ha i suoi vantaggi e i sui svantaggi. Come tutte le cose. E voi cosa preferite?

Pubblicato da Alessandro Mambelli.