Ripetizioni senza stress: due punti di vista

Ripetizioni senza stress: due punti di vista

Si dice che repetita iuvant, ovvero che "le cose ripetute giovano", ma ho capito davvero il significato solo quando ho scelto di prendere ripetizioni al liceo.
Poi ho capito un altro significato quando mi hanno chiesto di darne, all'università.

Da Quattrocchi, sono sempre pronta ad esplorare diversi punti di vista, ma oggi, per WhiriWhiri, li presento tutti e due io!

Ricevere ripetizioni: don't panic

Come capire se c'è bisogno di lezioni private?
Non si tratta soltanto di andare male in una materia, ma piuttosto di non riuscire a capirla alla radice. Studiare soltanto a memoria e poi trovarsi nel panico se il compito in classe o l'esame esula da quanto abbiamo imparato meccanicamente significa non aver acquisito veramente gli strumenti per orientarci.

Può essere il nostro metodo di studio, che non è adatto specificamente a quella materia, oppure il metodo di spiegazione del professore che non ci è proprio chiaro. Se stiamo brancolando nel buio il primo passo è chiedere indicazioni all'insegnante che saprà consigliarci su cosa sia meglio per noi. Forse non abbiamo studiato abbastanza, forse abbiamo bisogno di fare più esercizio (come me, in matematica…) o forse serve davvero riprendere gli argomenti dall'inizio.

Una precisazione molto importante, soprattutto se, come me, siete molto orgogliosi e preferite cavarvela da soli: ricevere ripetizioni non è una "vergogna"! Non significa che siete mancanti in qualche modo o che non vi impegnate abbastanza. Significa solo avere bisogno di un aiuto o di una piccola spinta per le nostre capacità.

Spesso, tra l'altro, l'insegnante è di poco più grande di noi quindi conosce le nostre problematiche, e magari le ha anche condivise! Oppure, se è molto più grande di noi, probabilmente ha una lunga esperienza in fatto di insegnamento e sa come comprendere gli studenti e metterli a proprio agio. In entrambi i casi siamo nelle mani di una persona affidabile.

Ed eccoci qui, alla nostra prima lezione privata. Come comportarci?

I punti fondamentali sono tre:

  • Presentiamo tutte le nostre incertezze, per chiarire bene la situazione e permettere all'insegnante di aiutarci al meglio.
  • Ascoltiamo attentamente, anche se troviamo la materia noiosa: se siete come me, probabilmente questo è uno dei motivi principali per cui si va male! Tuttavia l'insegnante è lì per noi e, una volta che ci avrà aiutato a capire meglio, sapersi destreggiare con maestria attraverso quelli che un tempo ci sembravano misteri incomprensibili renderà il tutto molto più entusiasmante!
  • Se l'insegnante ci dà dei compiti aggiuntivi o altri esercizi, facciamoli. Non vanno considerati superflui solo perché non sono quelli che ci hanno assegnato in classe. Se l'insegnante ne ha aggiunti, significa che ne abbiamo bisogno e, molto probabilmente, farli questa volta significa che la prossima volta tutto ci sarà più chiaro.

Dare ripetizioni: keep calm

Eccoci di nuovo.
Siamo cresciuti, magari già laureati o quasi, e decidiamo di guadagnare qualcosa in più facendo quello che ci riesce meglio: studiare. O, meglio, insegnare a studiare.

Prima di tutto: come cominciare?
Partiamo dal presupposto che, purtroppo, potrebbe non essere facile trovare subito dei clienti interessati, ma non per questo dobbiamo perderci d'animo.

Al di là dei classici volantini da cui strappare il numero di telefono affissi nelle bacheche di licei e università, il primo passo è spargere la voce tra parenti, amici e conoscenti, soprattutto tra chi ha figli in età scolare. Io, personalmente, ho dato per lungo tempo ripetizioni ad un ragazzo che mi era stato indirizzato….dalla mia vecchia insegnante di ripetizioni!

Effettivamente, è stata una soddisfazione piuttosto grande quando mi ha chiesto di dare lezioni private proprio in quelle materie per cui ne avevo ricevute e che, grazie a lei, avevo capito e consolidato.

Un altro buon sistema è riferirsi a siti come Superprof, che è proprio una piattaforma specializzata nella ricerca ed offerta di lezioni private.

Una volta che abbiamo davanti uno studente che chiede il nostro aiuto, la cosa più importante è mantenere la calma. Spiegare qualcosa richiede un ottimo grado di pazienza, perché siamo noi che dobbiamo guadagnarci la sua attenzione e la sua complicità: innervosirci se per caso non capisce al primo colpo può solo complicare le cose e prima di precipitarci alla conclusione che sia lui a non essere capace o che non ci ascolti, riflettiamo su come gli abbiamo spiegato l'argomento e se c'è la possibilità di rispiegarlo in altri modi più coinvolgenti.

Quando mi trovavo a dare lezioni di inglese ad una bambina delle elementari, ad esempio, le chiedevo di utilizzare i costrutti che avevamo appena studiato insieme per creare frasi che avevano i suoi personaggi preferiti come protagonisti… E funzionava! Inutile dire che la più gettonata era Elsa di Frozen.

Il passo è breve tra studente e insegnante, e nella mia esperienza ho imparato che è uno scambio reciproco: uno è lì per insegnare, l'altro per imparare. Alla fine, però, entrambi faranno entrambe le cose.

Pubblicato da Arianna Piazzi, in collaborazione con Parola di Quattrocchi.