Come il Lockdown ha cambiato gli Studenti

Come il Lockdown ha cambiato gli Studenti

Durante tutto il periodo di quarantena – ormai è cosa nota –, le lezioni universitarie sono state svolte online. Fra problemi tecnici e misure d’emergenza per non perdere interi semestri, è evidente che in questa occasione sono nati nuovi tipi di studenti, nuovi modi di approcciarsi – se vogliamo – alla scuola. Come durante le lezioni fisiche, infatti, anche online sono emerse quelle categorie tipiche di studente che tutti riconoscono subito, al primo sguardo. Quello sempre attento, quello svogliato… Ce ne sono tantissime. Vediamone alcune.

Quello ligio al dovere
Anche se fare lezione online non è comodo come dal vivo (più possibilità di prestare meno attenzione, naturalmente, e più facilità di distrazione anche involontaria), c’è sempre lo studente che nonostante tutto lavora sodo come fosse in classe, prestando attenzione, prendendo appunti e senza distrarsi. Ligio al dovere, appunto.

Quello svogliato
Gli studenti che si distraggono anche dal vivo perché non ne hanno voglia o per mille altri motivi ci sono sempre, quindi figurarsi online. Certo, come dicevo prima, distrarsi seguendo le lezioni online è più facile (non c’è nessuno che controlla o rimprovera), quindi lo studente svogliato trova terreno fertile.

Quello senza Internet
Purtroppo è una cosa a cui noi – con PC e fibre ottiche potenti – non pensiamo mai, ma in Italia ancora moltissime persone non hanno un computer o una connessione a Internet. O per motivi economici o per qualsiasi altra ragione, anche senza questi strumenti informatici, i figli devono studiare. Finché si faceva lezione in classe andava più o meno tutto bene (quelli che non riescono a pagare la retta universitaria, per esempio, possono usufruire di molte agevolazioni), ma ora chi è senza connessione o computer è come se avesse perso due mesi di scuola.

Quello con problemi di connessione
In pratica tutti, perché la connessione è sempre un po’ ballerina. Ho sentito molte volte di amici tagliati improvvisamente fuori dalla classe virtuale perché avevano perso la connessione, o addirittura di prof. costretti a rimandare la lezione per problemi simili. Purtroppo sono inconvenienti tecnici non da poco, ma vista la situazione credo che molti si siano messi il cuore in pace e abbiano stretto i denti.

Quello burlone
Nei primi giorni sono addirittura nate pagine Instagram che raccoglievano gli scherzi più divertenti fatti durante le lezioni online. Quello che lascia acceso il microfono e poi fa partire canzoni o altro, quello che scrive cose divertenti in chat perché sa che il prof non le leggerà mai… In questi mesi c’è stato un gran proliferare di burloni. Come dicevo all’inizio, il fatto che fosse tutto online, da casa, ha dato come l’impressione che fosse una cosa minore, meno informale rispetto alle lezioni in classe, ma purtroppo non è così.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.