Il Natale 2020 per uno studente universitario

Il Natale 2020 per uno studente universitario

Questo Natale – ormai l’abbiamo ripetuto mille volte – sarà molto diverso dal solito. Anche per gli universitari e gli studenti in generale. Il lato “positivo” (le virgolette sono d’obbligo) è che le vacanze sono sempre le vacanze, quindi saremmo stati a casa pure in situazioni normali, ma di certo non saranno feste come le altre. Qualche giorno fa è uscito il nuovo DPCM di Natale – chiamiamolo così –, e nel testo si dice che gli studenti potranno tornare in presenza dal 7 gennaio – ma solo il 75% di ogni scuola. E prima delle vacanze? Nelle aree gialle le lezioni saranno tutte online (ad eccezione dei laboratori e per gli studenti con disabilità), mentre nelle scuole medie e inferiori le lezioni sono in presenza (ma con mascherine). Nelle zone arancioni, invece, gli spostamenti per svolgere le attività didattiche in presenza sono consentiti, ma solo per i docenti e gli alunni che hanno il permesso di farlo.

E le università? Le università saranno chiuse e online tranne che per le matricole, certi tirocini e i laboratori. Sarà una sessione diversa delle solite – questo sì.

La sessione invernale, di solito, non è granché (ne avevamo parlato qui). Certo, il tempo è tremendo e quindi tanto vale stare in casa a studiare, ma durante le feste – generalmente il periodo di studio è quello – quasi nessuno ha voglia di chiudersi in casa. Studiando sempre e restando in pari con gli esami che si vogliono dare, il tempo per fare altro c’è, in un modo o nell’altro, ma l’idea di trascorrere il periodo più magico dell’anno circondato dai libri o pensando agli esami di gennaio non è divertente (in ogni modo, qui ci sono alcuni consigli per non farsi prendere dal panico e studiare serenamente durante le feste).

Il problema è che quest’anno – oltre alla solita ansia e alle vacanze “sporcate” dalla sessione – si aggiunge anche la pandemia. Mi ricordo il mio primo Natale da universitario – tutto sommato non andò male –, ma questo sarà cento volte peggio.

Una delle cose che ho sempre amato delle festività natalizie era il poter girovagare per il centro della mia città guardando le luci e comprando libri. Compro più libri di quanto sia in grado di leggere, ma farlo sotto Natale non mi faceva sentire così in colpa. Mi piaceva chiudermi in un bar a bere cioccolata calda mentre fuori la gente passeggiava con la testa incassata nelle spalle per ripararsi dal freddo, e mi piaceva guidare sotto gli alberi spogli. La vigilia con gli ultimi acquisti e l’atmosfera che si respira per le strade, il giorno di Natale che sembra non finire mai fra pranzi e parenti… Tutte queste cose – benché stancanti – erano molto rilassanti, per me. Per un po’, perlomeno, non dovevo pensare allo studio. Quest’anno, invece, sarà tutto diverso. Si potrà uscire, certo, ma entrare in libreria non sarà così piacevole come sempre, e il pranzo di Natale sarà di certo più triste. Paradossalmente – e al contrario –, sarà forse proprio lo studio a darci la distrazione necessaria per superare le feste.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.