Quali sono i lavori più ambiti dagli univeristari?

Quali sono i lavori più ambiti dagli univeristari?

Il mondo del lavoro è spietato. Noi giovani lo sappiamo bene. Come sarà la situazione futura, ora che il Covid-19 ha complicato le cose? Peggiore? Migliore? Proviamo a scoprirlo insieme.

Nel post-pandemia, lavori nel settore sanitario – medici, infermieri, addetti alla sanificazione – saranno sicuramente richiesti. In realtà già adesso, in questo ambito, manca personale qualificato, ma si spera che la lezione insegni qualcosa. Anche l’e-commerce è cresciuto molto, e di conseguenza i lavori nel settore digitale saranno più richiesti. Anzi, si spera che il digitale possa diventare sempre più diffuso, perché utilizzare al meglio la tecnologia è l’unico modo per progredire. Il lavoro digitale, poi, è un campo vastissimo: dai siti di e-commerce alle grandi piattaforme, da esperti di marketing, di SEO e di comunicazione ai programmatori… eccetera eccetera.

Per quanto riguarda le lauree, invece – secondo recenti sondaggi –, quelle più richieste sono le lauree nell’ambito economico. Seguono le lauree che portano all’insegnamento, le lauree ingegneristiche (dall’elettronica all’industriale e dalla gestionale all’ambientale) e infine quelle scientifiche. Seguono le lauree sanitarie, quelle linguistiche (soprattutto traduzione e interpretazione) e quelle politiche e sociali. Si parla, ovviamente, di decine di migliaia di posti vacanti da riempire.

Le professioni che danno più spazio ai neolaureati sono quelle sanitarie (tecnici della riabilitazione, infermieri, ostetriche) e quelle informatiche. Oggi, poi, gli ambienti legati al marketing conoscono una notevole crescita, senza contare – come sempre in Italia – che mancano gli insegnanti. E non dimentichiamo gli ingegneri: secondo le stime, i più richiesti sono quelli energetici e meccanici.

I lati negativi, però, non mancano. Se alcune lauree sono meno “frequentate” (come matematica o fisica), è vero anche il contrario. Il problema, infatti, non è la richiesta di laureati in questo o in quel settore, ma l’eccesso di studenti. Gli studenti laureati di ogni tipo sono ogni anno molti di più di quelli che servono. Su 23mila ingegneri laureati, solo 22mila si affacceranno al mondo del lavoro, mentre 4mila laureati linguistici su 10mila rimarranno “fuori”. Studiare è un diritto e un privilegio, e volerlo fare è molto nobile. Il problema di fondo è un sistema complesso e vasto che, più che aiutare i laureati, li penalizza. Il segreto, forse, è studiare ciò che amiamo per poter essere felici almeno in quello.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.