Come funziona l’equipollenza?

Come funziona l’equipollenza?

È notizia di qualche tempo fa che il rettore dell’Università di Zurigo, in Svizzera, starebbe pensando a un programma che garantirebbe l’accesso al suo ateneo senza diploma. Micheal Schaepman – questo è il suo nome – parla di “apprendimento permanente”, cioè la possibilità, per tutti, di portare avanti un processo di formazione durante tutta la loro vita.

Ovviamente, aprire i corsi a chiunque lo voglia non significa essere iscritti e potersi laureare, ma semplicemente poter frequentare corsi pensati appositamente. Al massimo, spiega Schaepman, verrebbe rilasciato un attestato.

Diciamo che è studio per l’amore dello studio. Soprattutto perché questi corsi dovrebbero essere finanziati dall’ateneo o dalle tasse degli studenti.

Questa notizia è un ottimo pretesto per parlare dell’equipollenza, cioè del valore che un titolo estero ha in Italia e viceversa. Ma come funziona?

In Italia, i titoli conseguiti all’estero non hanno valore legale. Quindi, per partecipare a un concorso o per lavorare, bisogna avviare una pratica di riconoscimento. L’equipollenza è proprio questo: viene dichiarato che il diploma conseguito all’estero vale come il diploma corrispondente conseguito in Italia.

I cittadini italiani che hanno conseguito il titolo all’estero, i cittadini italiani per matrimonio che si sono laureati nel loro Paese d’origine, i cittadini naturalizzati, i membri dell’Unione Europea sono solo alcuni fra coloro che possono richiedere l’equipollenza.

Ovviamente ci sono delle eccezioni. Non possono richiedere l’equipollenza i cittadini extracomunitari e quelli delle professioni sanitarie, perché lì esistono normative specifiche; né possono farlo quelli che possiedono un diploma di secondo grado se hanno meno di 18 anni. Anche i professori stranieri possono richiedere di insegnare in Italia.

Per fare domanda – escludendo le eccezioni particolari, come le professioni sanitarie – basta generalmente rivolgersi all’Università prescelta.

Tutto il processo sopra descritto si rivolge solo a chi, dall’estero, vuole farsi riconoscere un titolo in Italia. È ovvio che l’equipollenza negli altri Paesi cambia in base alle normative lì vigenti.

Pubblicato da Alessandro Mambelli.