Dal 26 aprile si torna in aula

Dal 26 aprile si torna in aula

Forse ci siamo. Il Governo ha detto che il 26 aprile l’Italia riaprirà gradualmente, e quindi anche le scuole.

Ma cosa cambia? Vediamolo insieme.

Zona gialla e arancione
La presenza in classe in queste zone è garantita al 100%, ma solo dalla scuola dell’infanzia alla quinta superiore. La DAD sarà archiviata, a meno di focolai o altre cose simili. Dopotutto, ora che ci siamo abituati ad usarla, sarebbe un peccato dimenticarla del tutto e smettere di utilizzare la tecnologia a disposizione.

Zona rossa
In zona rossa, la presenza è garantita solo fino alla prima media. Dalla seconda media alla quinta superiore, invece, sarà 100% DAD.

Il problema maggiore è quello relativo ai trasporti.
Se in aula si riesce a stare distanziati e in qualche modo a garantire tutte le sicurezze del caso, i trasporti sono un altro discorso. I tram, gli autobus e i mezzi in generale sono piccoli, sempre pieni di persone e impossibili da gestire con le dovute distanze. Ecco perché Draghi ha detto che “sono stati stanziati 390 milioni per un programma di trasporti pubblici locali da attuarsi con le Regioni, ci sono dei limiti al 50% ma è stato fatto molto. C’è ancora una parte che deve essere spesa, poi passeremo alla Stato-Regioni e sentiremo le iniziative delle Regioni”.

Per quanto riguarda le scuole in sé per sé, invece, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio afferma: “Ci preoccupa non poco l’ipotesi per le scuole superiori di un ritorno al cento per cento degli studenti a maggio, anche alla luce dello stop alle vaccinazioni per gli insegnanti. Una vera e propria incongruenza”.
Marco Rizzi, primario del reparto di Infettivologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dice: “Riaprire le scuole e mandare in giro i ragazzi, nessuno dei quali è vaccinato, significa far circolare di più il virus. Il problema non è la scuola ma tutto quello che comporta”.

Riaprire le scuole a pochi mesi dalla loro fine è una scelta giusta? Dopo tanto tempo in DAD, i ragazzi hanno senza dubbio bisogno della presenza. Ma considerando tutto, i rischi valgono i benefici? O no?

Diteci cosa ne pensate!

Pubblicato da Alessandro Mambelli.